camosci sound
Live Report Pop Rock

Il suono dei camosci, dei grilli, dell’estate a pochi km da qui 

L’estate inizia tardi e finisce in fretta, devi fare attenzione a come consumi il poco tempo libero che hai, ogni serata ne vale tre di qualunque altro periodo dell’anno. Passato il lungo mese siamese di giuglio (giugno + luglio) arriva il periodo in cui la città non ce la fa più, ti scongiura di levarti di torno, di staccare dall’asfalto la tua pelle sudata appiccicata. Mentre Torino è sfinita, cerco ossigeno in Valle di Susa. Dopo essere andato ad Alta Felicità a Venaus (ne ho scritto per PolvereMag), vado due giorni al Lago dei Camosci: nel primo weekend di agosto c’è il festival Camosci Sound. 

Il Lago dei Camosci è un piccolo lago a Sant’Ambrogio, a circa mezz’ora da Torino. Un “rifugio culturale” che si anima d’estate, con un palco a ridosso del laghetto, un’area ristoro, un’area campeggio per chi vuol piantare la tenda. Si trova proprio sotto la Sacra di San Michele, ai piedi delle rocce a strapiombo dai quali si buttò la Bell’Alda della leggenda. Su queste rupi si arrampicano in incredibile equilibrio i camosci che popolano i boschi intorno alla Sacra. L’Associazione Cultura Star gestisce questo luogo e lo rende un’attrazione nuova che gli stessi abitanti della Valle stanno scoprendo. Dopo esserci passato davanti centinaia di volte per decine di anni, sulla statale 25 del Moncenisio, per la prima volta metto la freccia, svolto verso il parcheggio della via ferrata, spengo il motore e cammino pochi minuti per arrivare a questo luogo nascosto in piena vista.

L’occasione è Camosci Sound, festival dedicato alla canzone d’autore e ai linguaggi musicali sperimentali, diretto da Carlotta Sillano (ovvero Carlot-ta, cantautrice e polistrumentista). Il periodo è il primo weekend di agosto, quando una fuga al fresco diventa di stringente necessità per chiunque sia rinchiuso in città. Mi ero accorto di questo evento già nella prima edizione del 2023 – tra gli altri c’era Cristina Donà – poi i miei programmi sono saltati. In questa seconda edizione il programma si arricchisce con nomi come Nada, Massimo Silverio, Lino Capra Vaccina, che attraggono ascoltatori dall’immaginario leggermente differente rispetto al pop e indie tradizionale, per poi trovare nel programma proposte fuori dai radar ma riconosciute in contesti internazionali. “In rupi sparse il suono” è il claim di questa edizione.

Pianto la tenda nell’area campeggio, esposta a nord, a ridosso della rupe della Sacra. In alcuni punti è sempre ombra tutto il giorno, valore enorme per chi vuole dormire fino a tardi, e che difficilmente troverete nella vostra piazzola 2pax in Toscana o in Puglia o dove diavolo siete. 

La musica inizia durante la golden hour con chitarre, tastiere e voce di Annie Barbazza, polistrumentista con una fitta rete di collaborazioni internazionali nel prog inglese, a partire da Greg Lake che l’aveva scoperta a inizio carriera. She Owl, duo formato da Jolanda Moletta e Demian Endian, è un viaggio mistico e oscuro che accompagna al crepuscolo il pubblico adagiato sul prato, che man mano cresce di numero. Ha un sapore insolito e attraente vedere concerti che hanno a che fare con il rock – dagli stili più classici alle espressioni più dark – circondati da alberi, prati, rocce, persino camosci.

Qualcuno infatti scruta sulle rupi i camosci in bilico sulle rocce, visibili a occhio nudo finché c’è ancora luce. Impossibile non rimanere a bocca aperta di fronte al loro equilibrio inspiegabile dalle leggi della fisica e dei videoclip – non ci riuscirebbe nemmeno Brian Molko nel video di Pure Morning. Poi cala la notte e protagonista è la scenografia del palco del Lago dei Camosci, formata da due maxi bobine in legno (forse recuperate da materiali per la posa della fibra ottica o qualcosa del genere?), un colpo d’occhio semplice ma di sicuro effetto, con allestimenti di cascate di lucine, e i più classici faretti per l’illuminazione del concerto. Ti viene voglia di fare la foto, anche se non verrà mai bella di come la vedono i tuoi occhi.

E poi Nada Malanima, che è stata indie prima di tutti. Prima della musica, un’intervista con il giornalista Enrico Deregibus (che collabora al festival e anima altre interviste), in cui la cantante toscana, sfumacchiando il suo sigaro, parla di spiritualità, natura, e ripercorre la lunga carriera che ha avuto il punto di svolta artistico con l’incontro con Piero Ciampi. Inizia il concerto: accompagnata dalla chitarra da Andrea Mucciarelli, la voce di Nada è ruvida come la roccia del Monte Pirchiriano che ci sovrasta, energia e passione, spirito e libertà. Spazio per i suoi pezzi famosi, ovviamente, ma anche per molti tratti da tutta la carriera. Toh, metto pure la scaletta: Senza un perché, Guardami negli occhi, Luna in piena, Distese, Venezia Istanbul, Ma che freddo fa, Amore disperato, In mezzo al mare, Stasera non piove, Una pioggia di sale, Ti stringerò, Grazie (bis), All’aria aperta (a cappella).

A fine serata gli spritz scorrono potenti in me e faccio serata con l’amico Marco che per caso ho incontrato qui!

Spreco tutto il valore della tenda all’ombra, svegliandomi molto presto. Faccio una passeggiata alla Sacra di San Michele, in un paio d’ore salgo e scendo. È il luogo che Umberto Eco aveva in mente quando immaginava il monastero scenario di Il nome della rosa. È uno dei sette punti della linea della Spada di San Michele che unisce i santuari europei dedicati all’arcangelo che trafigge Lucifero. Ritorno giusto all’ora dell’apertura dei bar, per la colazione dei giusti, dei saggi, dei santi.

Altre cose da fare in una domenica d’agosto in bassa Valle di Susa:

  • Fare un giro in paese, Sant’Ambrogio e Chiusa di San Michele si raggiungono in dieci minuti.
  • Fare il bagno alle pozze (quelle di Caprie sono le più vicine – non lontano dalla Goya del Pis in cui avevo passato un’estate povera).
  • Stendersi pigri a sonnecchiare.

All’ora di pranzo, all’ombra dei dehors, inizia la giornata musicale con l’esibizione del chitarrista Alex Gariazzo che ripercorre la storia del blues. Nel pomeriggio, gita sul versante opposto della valle: tra le rovine del Castello di Condove è ambientato il concerto di Anaïs Drago, che con due violini e cento effetti dà voce ai “Minotauri” del suo progetto solista. Talmente è ipnotico il suo percorso sonoro – quasi sonico in un paio di momenti di improvvisazione totale – che nessuno fiata, a eccezione dei grilli assetati nel pomeriggio assolato.

Giunti verso sera, c’è Lino “Capra” Vaccina, sperimentatore di culto con diverse collaborazioni tra cui Franco Battiato e Juri Camisasca. Una sfida astratta, atmosferica, minimale in tutto tranne che nell’allestimento ricco di strumenti melodici e percussivi. La partecipazione di Annie Barbazza, con cui ha collaborato di recente, chiude il set. 

Massimo Silverio, con le sue canzoni cantate in friulano carnico, è probabilmente l’artista che quest’anno sta generando più curiosità fra le avanguardie indie. Forse la masticabilità di un progetto come il suo è già agevolata dai progetti recenti di Iosonouncane e Daniela Pes, ma comunque credo sia assolutamente commestibile da chiunque non sia a parte della nuova scena che si esprime in linguaggi ignoti. Si alterna al violoncello e alla chitarra, in formazione trio con Manuel Volpe ai synth e programmazioni e Nicholas Remondino alla batteria. Il falsetto notturno disegna melodie larghe e lunari. L’ensemble strumentale varia tra passaggi esili e intervalli fragorosi. La sua timidezza è assolutamente elegante. Ho dato una sbirciata alle traduzioni delle canzoni e, contrariamente a quanto tipicamente accade con la musica inglese, non sono rimasto deluso anzi ancora più interessato. Un live solido, carnico oserei dire, da non perdere.

La fine di questo breve festival è un brusco ritorno alla realtà. La città ritorna improvvisamente il gravitazionale orizzonte degli eventi a solo mezz’ora da qui. Non è detto che non si ritorni a respirare un po’ di libertà: Carlotta Sillano organizza La Notte del Re di Biss dal 9 all’11 agosto nel paese di Civiasco (Vercelli), in Valsesia. Il Lago dei Camosci, invece, torna a risuonare il 14 agosto con il concerto di Roberta Giallo, in una sera che diventa notte e poi diventa mattina con un concerto a sorpresa all’alba appena sorge il sole. 

E comunque – finire un articolo con “e comunque” pare un po’ passivo-aggressivo ma in realtà sono sereno – parlando per chi abita in zona Torino, credo che anche quest’estate possiamo considerarci fortunati a trovare belle situazioni quando usciamo all’ora dei camosci e ci arrampichiamo nelle valli. Quando rimaniamo in pochi, siamo un po’ tutti fratelli e sorelle. Di tanto in tanto qualcuno parte, è un giuda traditore. A un certo punto tradirò anch’io.

camosci sound massimo silverio

Sono su Instagram, dove faccio vedere gli eventi belli in cui vado.

Se vuoi sapere i prossimi concerti a Torino e dintorni, ho un canale Telegram che ti dice il programma della settimana. In questo periodo sono pochini, ma forse a maggior ragione diventa utile!

Paolo Albera

Muovo i primi passi falsi nella musica scrivendo canzoni.
Trovo quindi la mia strada sbagliata nella scrittura e nella creatività.
In poco tempo faccio passi indietro da gigante, e oggi ho un blog: il MySpiace.

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1 commento

  1. Interessanti She Owl, approfondirò.

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