Questo è hardcore

Pulp This Is hardcore

Anno quasi duemila, pochi soldini del vecchio conio nelle mie giovani tasche, ma tanta voglia di fare mio l’ultimo album dei Pulp, This Is Hardcore. E allora lo compro usato, in uno di quei negozi di… ehm… compravendita* di cd. Ma il mio entusiasmo nel trovarlo disponibile e acquistarlo a poco prezzo si incrina appena tornato a casa, quando accendo lo stereo e apro il booklet. L’amara scoperta: una pagina è tagliata.

La seconda pagina, infatti, ha un buco quadrato in mezzo, asportato con un taglierino, forse dal precedente possessore di questa copia. Uno scempio disgustoso compiuto da una mente perversa, questo è chiaro.

Ancora oggi non so cosa ci sia in quella pagina di tanto clamoroso da tagliarla via. Una foto, probabilmente. Ma quale foto? Pur cercando su internet immagini del booklet di This Is Hardcore, non trovo nulla che mi aiuti e dipani il mistero. Mi resta solo l’immaginazione.

Un nudo, forse. Il booklet (in carta spessa patinata, una moda del tardo britpop) contiene alcune foto a contenuto che potrebbe ritenersi erotico. Soprattutto la copertina sembra unire eros e tanathos, sesso e morte, fuxia e nero, pornografia e noir. Nulla di così estremo, in realtà. Ma magari “quella foto mancante” è più esplicita, tanto da rispondere perfettamente alle perversioni del possessore prima di me, tanto da tagliarla e tenersela per accondiscendere al suo feticismo. Piedi? Può essere. Lesbo? Non credo, ce n’è già una in tema due pagine dopo. Capezzoli, peli pubici, insomma hardcore esplicito? Non so se i Pulp all’apice della loro carriera avessero intenzione di varcare certi limiti.

Ma chi l’ha detto che l’oggetto del desiderio è per forza la foto? Può essere anche ciò che sta sul retro della pagina: i testi. Difficile, ma non posso escluderlo. I testi tagliati sono quelli delle prime due canzoni: The Fear e Dishes. The Fear è una canzone sulla paura, tra l’altro bella barocca, come dei primi Muse prima dei Muse, e con delle specie di cori horror-gospel. Dishes è una canzone in cui Jarvis Cocker dice che ha in comune con Jesus Christ le stesse iniziali, ma purtroppo non riesce a trasformare l’acqua in vino, anzi è solo uno sfigato che lava i piatti. Detto questo, non penso realisticamente che uno si sia appropriato di questi testi per ragioni di, nell’ordine, 1) psicosi o autoterapia, 2) religione o satanismo.

Le mie piste d’indagine sulla pagina tagliata riportano quindi alla prima opzione: il sesso, la pornomania. Consideriamo infatti che due canzoni “importanti” dell’album – This Is Hardcore e Seductive Barry – immaginano di girare una scena di sesso di un fittizio film hard. Questo può incontrare l’immaginario di un target particolarmente interessato: il voyeur che consuma molta pornografia, che sfoga le sue pene nella visione di video per adulti. Forse uno che – come canta Jarvis Cocker in un’altra canzone, TV Movie – risente di una vita insoddisfacente che è come “un film per la TV: pessimi dialoghi, pessimi attori, di nessun interesse, troppo lungo, senza trama e senza sesso”.

Pulp This Is hardcore

Lo scenario che immagino viene da sé. Mentre il pungente Jarvis Cocker presenta un album pregno di sarcasmo sul magnetismo del televisore, arrivando infine alla conclusione che “the revolution was televised” (alla faccia di Gil Scott-Heron), intanto una fetta di ascoltatori si immedesima soprattutto nelle visioni più pruriginose; in particolare il possessore di questa copia prima di me ne resta così eccitato che prende il taglierino, asporta la foto più sexy del booklet e se la conserva nel cassetto, riportando poi la copia nel negozio di… ehm… compravendita* di cd.

E mentre io infilo nello stereo la copia di seconda mano di This Is Hardcore dei Pulp, vagamente infastidito dal booklet deturpato, questo individuo fa uso auto-rigenerativo della pagina che si è tenuto per sé. Questo è hardcore!

Ok, l’immaginazione può trarre in inganno. Magari i fatti sono tutt’altri. Ma potrò farmi un’idea precisa soltanto quando saprò cosa c’è in quella pagina. C’è qualche fan dei Pulp che può aiutarmi a risolvere l’arcano? Cosa è quella foto?

Spero di chiarire questo mistero in tempo per il concerto di Jarvis Cocker quest’estate a ToDays. Chissà, magari quel giorno ci sarà anche quello là, il precedente possessore perverso. Magari sarà proprio accanto a me, senza che io sappia che è lui, senza che lui sappia che io so ma non ho le prove. E poi, improvvisamente…

Pulp This Is hardcore

…To be continued. Purtroppo devo considerare anche un’ultima opzione: che in quella pagina ci sia un contenuto innocuo, per nulla atto al godimento, o che addirittura non ci sia nulla. E questo sarebbe davvero deludente. Deludente comunque non è questo disco, che è una bellezza, ma per questo non serve tanta fantasia.

* I negozi di compravendita di cd, lo dico per i poveri millennials, erano quelli in cui si affittavano i cd, ma la parola “affitto” o “noleggio” erano bandite per gabbare la legge, e allora si ricorreva a “compravendita”: potevi “comprare” un cd, così lo ascoltavi, se volevi te lo masterizzavi, tagliavi persino una pagina del booklet se eri pazzo, e infine lo “rivendevi” allo stesso negozio, quindi il cd tornava disponibile per nuovi clienti. Oppure lo compravi e semplicemente te lo tenevi, come è il caso mio con This Is Hardcore dei Pulp.

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In quanto al ToDays, aspettando Jarvis Cocker il 25 Agosto, ho scritto com’è andata l’edizione 2018, per Rumore.

E questi?

11 commenti

  1. Chi è quel barbaro che ritaglia così i booklet dei cd? Sono sconvolto.
    Ho controllato la mia copia di TIH ed effettivamente nella pagina mancante c’era il titolo del disco.

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