Nel momento in cui è apparso in tv, non mi ero accorto che veniva trasmesso “a reti unificate” come un vero e proprio golpe o cambio di regime. Parlo del promo della nuova serie Sky M. Il figlio del secolo, tratto dai libri di Antonio Scurati, che è apparso contemporaneamente su tutti i principali canali televisivi, compresa la RAI servizio pubblico, La7 che in quel momento stavo guardando, Mediaset che non guardo mai, e tutti gli altri canali 8, 9 etc che conosco soltanto col numero del telecomando. Un’operazione senza precedenti nella televisione italiana, dicono gli specialisti, e se davvero è così complimenti, anche se in quel momento pensavo fosse un semplice spot e basta.
Impatto molto efficace. Luca Marinelli, che nella serie interpreta il Duce, con lineamenti che lo fanno assomigliare molto a Bruno Vespa (ci sono sempre state voci che Vespa fosse figlio di Mussolini, chissà se la somiglianza è fatta apposta!), inscena il discorso in cui fonda il fascismo. Sul finale, si rivolge agli spettatori con le seguenti parole: «il fascismo è una creatura bellissima fatta di sogni, di ideali, di coraggio e di cambiamento, che conquisterà milioni e milioni di cuori. Seguitemi, anche voi mi amerete. Anche voi diventerete fascisti!»
La provocazione è chiara, no?
(No)
Nello stato in cui siamo, la provocazione dello spot mi suona superata dai fatti. Il fascismo non è mai stato così di moda. Il fascismo si è ripreso la società italiana. Il fascismo è rientrato nelle istituzioni ai più elevati livelli. Il fascismo ha dato origine al partito che oggi ci governa. Le organizzazioni neofasciste godono di una preoccupante impunità. Pochi giorni fa un quotidiano di destra ha designato Mussolini “uomo dell’anno”, e non certo per promuovere la serie Sky.
Si può dire che in questo periodo storico, in cui la fascinazione del Duce è in rapida accelerazione, una serie di successo può paradossalmente gettare altro carburante nel serbatoio?
Pur non avendo visto i primi episodi, non dubito che racconti fedelmente gli accadimenti del ventennio con tutti gli orrori e bestialità commesse dal regime di Mussolini. Non dubito delle parole dell’attore Luca Marinelli quando ha detto che interpretarlo è stato doloroso. Non dubito che sarà una serie di alto valore che farà conoscere a molti un pezzo di storia italiana. Ma è anche vero che prodotti di questo tipo, per loro stessa natura, generano molto fascino intorno all’epopea del male che stanno raccontando.
Faccio un esempio, adoro tutto ciò che fa Saviano, ho letto tantissimi suoi libri e ovviamente ho visto tutte le stagioni di Gomorra che è una tra le mie serie preferite. Ma l’effetto della serie, non credo si possa negare, è di rendere i boss della camorra dei veri e propri eroi. Dalla narrazione escono come dei modelli positivi, perché trovano difficoltà da superare, perché usano intelligenza e coraggio, perché provano sofferenze e insicurezze personali in cui un po’ tutti si possono identificare e violano regole che spesso mal sopportiamo anche noi. Se il libro aveva una forza rivoluzionaria perché portava alla luce fatti e dinamiche sconosciute che riguardano la camorra, la serie al contrario metteva in scena dei personaggi istintivamente mitizzabili, un po’ “alla Il Padrino”. Il libro li accusa, la serie li perdona.
Mi sbaglierò ma, allo stesso modo, anche la serie su Mussolini renderà il Duce un personaggio ancora più interessante. Anche stavolta, un prodotto d’intrattenimento che nasce dalla denuncia del male, lo farà apparire bello e avvincente. Questo non vuol dire che la serie non debba essere prodotta, trasmessa, vista. Anzi, vorrei vederla anch’io, se avessi Sky. Invitatemi a casa vostra a vederla!
Ciò che mi interessa è: abbiamo l’intelligenza oggi per capire che il racconto si basa su fatti storici che potrebbero sciaguratamente ripetersi? Che parla di un regime che ha portato l’Italia allo sfascio, alla guerra, all’ignoranza? Che il protagonista non è un avventuroso e controverso maschio alfa, ma è un criminale che ha portato morte e schiavitù? Questo può non essere condiviso da molti “italiani”, che abbiano la terza media o una laurea spesso non fa differenza. E non fanno eccezione molti che si sentono democratici immuni, superiori, intellettualmente dotati, e per questo covano irrazionalmente nel loro animo il predominio della propria personalità nei confronti del rispetto dei diritti e delle uguaglianze.
Sarebbe assurdo pretendere da un prodotto televisivo o cinematografico una “missione educativa”, tipo che guardando una serie il fascista si redime e diventa democratico. Mi chiedo se, al contrario, contribuirà a rinforzare il sentimento fascista in molti spettatori che non conoscono o non accettano la ferita storica che ancora oggi fa infezione. Questa mia provocazione non sarà fulminante come quella dell’attore, ma arriva alla stessa proposizione: anche voi diventerete fascisti.
Ma non ti preoccupare, di solito parlo di musica, e sono anche su Instagram!


Sono d’accordo, soprattutto sulla camorra, che forse da lontano può sembrare un simpatico fenomeno exotico, come fu per Mario Merola, e ora c’è pure il musical sul trans mafioso. Di Luca Marinelli direi che è stato un Diabolik inespressivo, ora per Mussolini ha sofferto? Il trovarobe gli ha rifilato delle scarpe strette?
Fascismo e nazismo hanno sempre mantenuto un loro pubblico, negli ultimi tempi però è evidente che sono tornati di gran moda e seducono milioni di persone nel mondo: quello che mi lascia sgomenta è proprio il fatto che tanta gente, in ogni parte del mondo, sia affascinata da idee e proposte politcihe che non solo sono pessime, ma che hanno portato solo rovina e distruzione…