Vedere un concerto da seduti è bello

concerto da seduti

Si pensa che il concerto in piedi sia una cosa figa, e che il concerto con le sedie sia roba da vecchi. È un luogo comune che sarebbe ora di sfatare.

Vedere un concerto da seduti è bello. È bello non stare in piedi, è bello non tornare a casa col mal di schiena. È bello non avere davanti il solito tizio con lo zaino. È bello appoggiare il cappotto nella sedia a fianco: se sei fortunato nessuno ti chiederà di spostarla per sedersi. Ma può darsi il caso che chi si siede accanto a te sia incredibilmente attraente: prova ad attaccare discorso, se siete sulle sedie risulterai un tipo originale che vuole fare conversazione, se siete in piedi farai la figura del peggior stalker. Il motivo non importa: funziona così.

Il concerto da seduti è democratico: tutti occupano lo stesso spazio. Tutti hanno una buona visuale. Quello alto che all’ultimo momento si metterà davanti a te (perché c’è sempre uno molto alto che all’ultimo momento si mette davanti a te) non ti sarà più d’ostacolo, perché dovrà sedersi anche lui.

Ma il pogo, come si fa? Chi lo ama chi lo odia. Non voglio entrare nella diatriba; mi limito a osservare che i concerti in cui si poga sono un’esigua minoranza rispetto al totale dell’universo indie/rock. Questo vuol dire che la maggioranza dei concerti in piedi è semplicemente inutile che siano in piedi.

Un concerto dura più o meno quanto un film. Al cinema stanno tutti seduti, non mi sembra esista qualcuno che vorrebbe vedere due ore di film senza posto a sedere, o sbaglio?

Ma un piccolo svantaggio c’è. L’artista preferisce il pubblico in piedi, anche se non lo dice. Le persone sedute lo deprimono. L’artista ha bisogno di un pubblico scattante, coi muscoli tesi, un fascio di nervi. L’artista ha bisogno di noi da scomodi. L’artista si esibisce in concerto per arruolare soldati per la sua rivoluzione, non per fare una lezione in aula magna.

E va bene, dai, continuiamo con i concerti in piedi allora. Non tenterò la rivoluzione dei concerti da seduti, per una questione di rispetto della postura del cantante, dei musicisti. Ma ogni volta che troverò i posti a sedere godrò in segreto. Altri se ne lamenteranno, diranno che è inconcepibile, o che gli ha rovinato la serata, o che siamo diventati vecchi, e altre argomentazioni autoriferite, peraltro non diversamente dalla mia. Con la differenza che vedere concerti in piedi è normale, vederli da seduti è bello.


Foto in alto: Lee Ranaldo live al Circolo della Musica di Rivoli, grazie a Luigi De Palma (lui non è mai seduto perché fa le fotografie, ma dopo il terzo pezzo se ne va a bere birra).

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E questi?

13 commenti

  1. L’importante è che stiano in piedi i musici, perché seduti sa tanto di cantautorume intellettuale. Comunque nell’ultimo articolo ripreso da Internazionale Tracey Thorn dice esplicitamente che preferiva il pubblico in piedi

  2. Pensa che dopo aver letto l’articolo di TT volevo fare un post che sarebbe stato di segno opposto (al tuo) ma poi ho soprasseduto e come esempio volevo portare Ian Dury che di motivi per sedersi ne avrebbe avuti eppure cantava in piedi. Ma trovo comprensibili le motivazioni fisiche dello spettatore, soprattutto se durante la settimana lavora su una sedia sedicente ergonomica…

        1. Te lo dico qui perché altrove non saprei: grazie per la citazione (e per le incantevoli Warpaint), e il fatto che te lo dica qui è soprattutto l’occasione per esprimere il fatto che molte volte avrei qualcosa da commentare a proposito dei tuoi post, ma siccome si possono mettere solo dei like, allora il mio pur semplice pensierino si disperde e forse è un peccato. O forse è giusto così: non voglio mica discutere la tua scelta. (D’altronde non penso che la libertà di espressione sia un bene assoluto, quindi capisco la necessità di mettere dei paletti.) Comunque era l’ora di dirlo!

          1. L’ho impostato così alla nascita 5 anni fa e ora non saprei modificarlo, ma non so se sarei in grado di stare dietro ai commenti. Già sono prolifico con i post. Grazie.

  3. Io quando trovo posti a sedere poi ho sempre un certo impeto ad alzarmi, come se volessi avvicinarmi fisicamente e spiritualmente verso l’artista che sto osservando, e mi succede anche al cinema 🙁
    E poi, se ti viene voglia di ballare (e non di pogare) come fai?

    1. Non saprei, non mi viene mai una vera voglia di ballare a un concerto. Il mio ultimo pogo vero l’ho fatto a 30 anni. Concerto del Teatro degli Orrori al Miami, fradicio sotto il diluvio. Altri dettagli rock li risparmio. È stato meraviglioso. Ho simbolicamente chiuso così, giovane e al top, come i grandi campioni

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