Società & costume

Valle di lacrime

Ascolto distrattamente la conferenza stampa dei ministri che illustra la manovra del governo Monti (o governo Mostri, a giudicare dalle facce dei personaggi, sembrano un equipaggio di Star Trek). La trasmettono su La7. Intanto su Rai1 c’è Fabrizio Frizzi, su Rai2 pistole e inseguimenti d’auto, su Rai3 Luciana Littizzetto, sulle reti Mediaset c’è Paperissima e cose così. Forse il canone andrebbe pagato a La7.

E’ ovvio che raccontata così alla generale dai ministri stessi, la manovra appare lodevole e ragionevole, ma bisognerà attendere di leggere i giornali per vedere in dettaglio di che morte dobbiamo morire. La vera tragedia che si è consumata in diretta televisiva è senz’altro quella del ministro del Lavoro Elsa Fornero, che parlando di pensioni non è riuscita a trattenere le lacrime pronunciando la parola “sacrifici”. Probabilmente Monti prima della conferenza stampa aveva tassativamente vietato ai ministri di pronunciare la parola “sacrifici”, ma l’impresa è titanica perchè chiamali come vuoi ma solo di sacrifici si sta parlando. L’effetto mediatico involontario ed ingannevole che si è creato è di vedere un ministro “materno” che si commuove nell’enunciare dolorosi ma obbligati tagli alla spesa sociale che a malincuore colpiscono incolpevoli cittadini. Banalmente, il pianto era solo senso di colpa per non essere riuscita a rispettare le regole di comunicazione dettate nel “disciplinatissimo Consiglio dei Ministri”, per usare le parole di Monti, e quindi di aver tradito le aspettative del capo. Segue cazziatone del premier alla ministra (“commuoviti ma correggimi”) e lapsus di Passera che la chiama Emma invece di Elsa.

Per il resto, un clima un po’ alla Guerre Stellari quando i capi della Resistenza parlano in assemblea alla popolazione prima della battaglia finale contro l’Impero. Scena che in realtà non ricordo neanche se c’è, ma un po’ tutti i film di questo tipo hanno il discorso dei capi della ribellione prima della battaglia finale contro i cattivi in cui viene fatto appello al coraggio ed alla coesione della popolazione. Americanate, you know.

L’ennesima manovra “lacrime e sangue” è iniziata con le lacrime. Ma vedere il pianto spontaneo di un ministro in televisione è qualcosa di sorprendentemente umano, anche se come detto non si tratta di lacrime di “pietà”. Da domani piangiamo noi.

Paolo Plinio Albera

Seduto sugli allora. Scrivo di rock, matrimoni, borgata Polo Nord (Torino). Anche di tennis, molto meno ma secondo me è quello che so fare meglio.

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