Subsonica Realtà Aumentata
Pop Rock

Siete riusciti a bissare Amorematico

«Dai magneti si sprigionò una vibrazione sorda, subsonica, sentita più che udita…» proprio mentre ascoltavo il nuovo album Realtà aumentata, per la prima volta ho letto davvero la parola “subsonica” in un libro. Per la precisione, in Catastrofi!, una raccolta di racconti di fantascienza curata da Isaac Asimov, del 1981. Ognuno di questi racconti immagina una catastrofe, che sia dell’universo, o del sole, o della terra, o del genere umano, o della civiltà. Il racconto in questione è di Clark Ashton Smith e si chiama Fenice, proprio come l’omonima canzone presente nell’album 8. Lascio a voi l’eventuale “coincidenza? Non credo!!!1”

In fondo, cos’è la fantascienza se non una “realtà aumentata”, in cui certe percezioni della società e del mondo vengono arricchite e manipolate fino alle estreme possibilità, per descrivere la strada che sta prendendo il genere umano? In questo senso, ognuna delle nuove canzoni della band torinese è la “realtà aumentata” di un aspetto dell’assurdo presente che viviamo. Il rifiuto dello straniero, il negazionismo, il delirio dei social, la crisi climatica, le disuguaglianze, l’odio, la guerra: questi sono alcuni dei temi toccati da un album molto politico, in cui la minaccia di una catastrofe forse non si sente, ma non è assente. 

Se penso ad altri album tra i loro “classici”, per esempio ad Amorematico – ci penso per forza, perché la copertina richiama palesemente quella dell’album del 2002, che aveva anch’essa l’astronauta con lo scafandro in copertina – toni e temi erano leggermente diversi. C’era il ballo, il corpo, il sesso, la notte; l’interesse per l’attualità non mancava, ma era incentrato su casi più italiani e circoscritti, come il G8 di Genova (Sole silenzioso), o fatti di cronaca come le stragi in famiglia (Gente tranquilla). Stesso discorso per i primi album del periodo dell’etichetta Mescal, ovvero l’esordio (1997) e Microchip Emozionale (1999) dove tra Il cielo su Torino e i sotterranei delle Discolabirinto si iniziavano a percepire Sonde e tecnologie di controllo dei dati.

Altri tempi, così lontani eppure così vicini. Altre caratteristiche inconfondibili dei Subsonica comunque non sono cambiate di una virgola. I loro testi si ibridano di fantascienza da sempre, in un iperspazio semantico di parole sdrucciole, sintetiche, cibernetiche, tipicamente subsoniche. Le rime esatte e baciate talvolta al limite dello sfinimento e della prevedibilità – sai sempre che il verso successivo dirà parole leggermente differenti da quello precedente, ma finirà inesorabilmente con quella rima lì – sono uno stile che in qualche modo li ha resi riconoscibili e unici. La voce di Samuel sembra aver trovato il segreto dell’eterna giovinezza. Voce calda, parole fredde, questa è la ricetta. Avete mai notato che i Subsonica non dicono mai nessuna “parolaccia”*?

Per quanto riguarda gli intrecci di arrangiamenti che creano, li trovo uno stimolo di cui non mi stanco mai. È un piacere provare a scomporre le parti, le note, le armonie, fare caso a variazioni complicate che sembrano apparentemente la cosa più naturale del mondo. La miglior definizione dell’architettura della loro musica, secondo me, è nel titolo dell’album precedente: mentale strumentale. Sanno far sembrare facili le cose difficili, normali le cose complesse, rendendo il gioco del pop ancora più bello. Forse sono proprio le canzoni più orecchiabili ad avere le trame più insolite, come i tappeti sonori di Africa su Marte e le curve melodiche di Mattino di luce (di questa ne avevo chiacchierato in un video su TikTok …sì ok sto anche lì).

Per me sono un piacere anche Missili e droni che fluttua tra le armonie spezzate dei Radiohead, Nessuna colpa che incalza con un tiro micidiale e chirurgico, Vitiligine che ha la delicatezza di una Verdena-ballad e questo non può che toccarmi un po’ il cuore. A chiudere l’album c’è un brano scritto per la colonna sonora del film Adagio di Stefano Sollima. Inoltre per Realtà aumentata c’è la collaborazione di due “eccellenze italiane” più note all’estero che qui: Davide Rossi negli arrangiamenti d’archi (Universo è tra le mie preferite dell’album) e Marta Salogni al mixaggio (già al lavoro con la band per l’album 8). 

C’è un’unica canzone con featuring: Scoppia la bolla, con Willie Peyote e Ensi. I featuring notoriamente sono la strategia per penetrare in altre “bolle” di ascolti. Questa invece mi sembra il contrario, serve quasi a rafforzare la stessa bolla, visto che i due rapper e la band hanno gran parte di pubblico in comune, se non altro perché banalmente sono della stessa città. Che poi è anche la mia: da che ho ricordi musicali, i Subsonica sono “la band di Torino”. 

Pur non avendoli mai seguiti con particolare trasporto, alle loro canzoni ho associati indelebili ricordi, serate, compagnie, luoghi della città, che ho vissuto negli anni dei Murazzi. Se nel duemila erano in Italia una specie di avanguardia della musica elettronica che decolla dalla scena alternativa, riuscendo a conquistare il pubblico più vicino al clubbing e al ballo, oltre vent’anni dopo sembrano conquistare anche le bestiacce che tifano la retroguardia, come me. Questo loro ritorno mi ha dato una scossa, più delle altre volte; una vibrazione subsonica, per parafrasare il racconto di fantascienza che stavo leggendo. Come ironizzavano in una vecchia canzone, “non siete riusciti a bissare Microchip Emozionale”, ma forse sono riusciti a bissare Amorematico?

* Con l’eccezione di Benzina Ogoshi (quella in cui appunto “non siete riusciti a bissare Microchip Emozionale”) ammesso che “cazzate” possa essere considerata una parolaccia.

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Paolo Plinio Albera

Muovo i primi passi falsi nella musica scrivendo canzoni.
Trovo quindi la mia strada sbagliata nella scrittura e nella creatività.
In poco tempo faccio passi indietro da gigante, e oggi ho un blog: il MySpiace.

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9 commenti

  1. Madaski è d’accordo che sono la band di Torino?

    1. Così a caso Madaski non è d’accordo su nulla che riguardi Casacci, ma va detto che lui è di Pinerolo quindi a livello teorico c’è poco da fare

      1. Un incontro di lotta e chi passa il turno incontra il vincitore di Musk-Zuckerberg?

        1. Questo è un altro bello scontro, io tendenzialmente tifo per Zuck

          1. Io per la moglie o quello che è di Musk.

          2. Non c’entra niente ma è molto importante: è uscito un nuovo singolo delle Warpaint

          3. Spero che preluda a un album

          4. Visto e sentito: sono sempre in forma.

  2. […] scrivevo di ritorni importanti nel ciclismo, oggi di uno nella musica. Il blogger Paolo Plinio Albera mi ha segnalato un nuovo singolo, con annesso video, delle californiane Warpaint, comune passione […]

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