Mad about you e le cantanti degli Hooverphonic

Mad about you degli Hooverphonic è una canzone irresistibile. Mi fa piangere. A volte ho pensato che potrebbe far piovere nel deserto del Sahara, incantare i serpenti a sonagli dell’Arizona, sciogliere i ghiacci dell’Antartide, risvegliare contemporaneamente tutti i vulcani di tutti i pianeti del sistema solare, invertire il continuum spazio-temporale e fermare l’espansione del big-bang. Ho pensato che i registi hanno fatto film apposta solo per metterla come colonna sonora nella scena più forte. Che le aziende hanno fatto spot pubblicitari apposta solo per avere trenta secondi di quella canzone sotto il loro prodotto. Che gli ex che si sono baciati sotto quel ritornello non ne sono più usciti.

Non si capisce come mai sia così bella, più bella di una qualunque canzone pop ben riuscita. Sarà perché è scritta particolarmente bene? Sarà per gli archi così elegantemente James Bond? O sarà per la voce pazzesca della cantante? “Un mix di tutte queste cose” sarebbe la noiosa risposta da conferenza stampa, perfetta per chiudere qui il discorso, sbadigliare e tornarcene a letto. Invece no, cerchiamo di smontare tutta sta roba. Cerchiamo di essere razionali e tornare con i piedi per terra. 

Gli Hooverphonic, a mio modesto giudizio, sono fuori di testa. Non si contano le cantanti che hanno cambiato, da quando i belgi Alex Callier e Raymond Geerts fondarono il gruppo. Ma cambiare cantante è un po’ morire. E poi ogni band normale è sempre pronta a tornare sui suoi passi. Certi cantanti fanno giri immensi e poi ritornano. Per esempio, era inevitabile che prima o poi Skye Edwards tornasse nei Morcheeba. Era inevitabile che prima o poi Dan Brown tornasse nei Planet Funk. Ho fatto questi esempi semplicemente perché erano band di quel periodo lì, anno 2000 e adiacenti. 

Invece gli Hooverphonic ancora oggi continuano a cambiare compulsivamente vocalist, nonostante Geike Arnaert sia l’interprete che ha reso irripetibile il loro più grande successo. Mad about you, uscita nel 2000, era da lei cantata con una classe ed eleganza sorprendenti. La sua voce era uno schiaffo europeo e aristocratico a tutte le dive americane e parvenues familiari al volgo di MTV. Mentre le tre cantanti che l’hanno preceduta sono resistite pochi mesi, grazie a questa interpretazione Geike Arnaert tiene incollati a sé gli Hooverphonic per dodici anni, praticamente la durata media di un matrimonio in Nord Europa. 

Ma a un certo punto il divorzio con gli Hooverphonic si consuma comunque, e viene ingaggiata la fascinosa Noémie Wolfs, che indossa i vestiti a righe che vanno di moda nei metà anni dieci. La nuova cantante si trova nella scomoda posizione di eseguire Mad about you senza far rimpiangere la sua predecess… predecettr… quella prima di lei insomma. La band per aiutarla rivede gli arrangiamenti e abbassa la tonalità di un tono, da Do# minore a Si minore. Il risultato è quello che sentite qui sotto. Il rapporto non poteva durare, ma in compenso Noémie Wolfs inizia un altro rapporto: quello con il bassista dei Balthazar, Simon Casier, quindi è una che a pieno titolo può dire di limonare coi Balthazar

Cosa si inventa quindi Alex Callier, deus ex machina degli Hooverphonic? Beh, guarda caso si trova a fare il giudice a The Voice van Vlaanderen (cioè la Voce delle Fiandre, la versione fiamminga del talent The Voice of…) e nota una ragazzina, Luka Cruysberghs, alle prese con Sweet dreams di Marilyn Manson*. La prende nel suo team, le fa vincere l’edizione 2018 del talent, e poi la trasforma in cantante ufficiale degli Hooverphonic. Non ho ancora trovato versioni complete di Luka che canta Mad about you, ma dai pochi video on line noto che hanno ulteriormente abbassato la tonalità di un tono, da Si minore a La minore. Spero scenderanno ancora di un paio di toni così la riesco a fare anch’io.

Visto che la canzone ha ormai vent’anni farei il punto della situazione. Una situazione che, ad oggi, è molto strana per varie ragioni.

  • È improbabile che una qualsivoglia nuova cantante riesca a scrollarsi di dosso il fantasma della voce autentica di Mad about you. Luka Cruysberghs sarà pure “The Voice of Flanders”, ma solo Geike Arnaert può dirsi “The Voice of Hooverphonic”.
  • Gli Hooverphonic sono oggi un gruppo costituito da uno nato nel 1959 (Raymond Geerts), uno nato nel 1974 (Alex Callier) e una nata il 5 dicembre del 2000 (Luka Cruysberghs) quindi ancora più giovane della canzone stessa. Un’escursione generazionale di ben 41 anni.
  • Tutti e tre gli attuali Hooverphonic sono del segno del Sagittario, che notoriamente si annoia in fretta e vuole cambiare aria molto frequentemente.

Questi elementi sono già sufficienti per prevedere che lo stato delle cose non è destinato a durare. Ma la cosa che più dovrebbe preoccupare Luka e tutte le future cantanti degli Hooverphonic è che un giorno, anzi una notte, è successo l’inevitabile. Nel 2016, dopo anni dal divorzio con la band, Geike Arnaert è tornata a cantare Mad about you, in una fugace reunion con gli ex compagni, una volta sola e poi basta. Magari non succederà più, ma è un precedente. Magari succederà ancora, e allora vorrà dire che i cachet e i contratti e i papocchi discografici saranno in grado di rinnovare quei tre minuti in cui si compie lo scioglimento dei ghiacci, l’alluvione nel deserto, il risveglio dei vulcani e tutto il resto. Il pop è straordinario. Le canzoni sono un mistero. L’amore passa, l’ex è per sempre. 

* “Sweet dreams di Marilyn Manson” è proprio una cosa tipica da talent, come “Hallelujah di Jeff Buckley”. A questo tema avevo dedicato una story in evidenza sull’Instagram del MySpiace.

Un altro gruppo che aveva scelto il nuovo cantante attraverso un talent erano gli INXS, ne avevo parlato pochi giorni fa. 

E questi?

8 commenti

    1. Ahaha i Servant erano davvero inutili. Comunque nel bel mezzo degli anni dieci ricordo un boom degli abiti donna lunghi bianchi a righe blu. E io stesso ho sempre indossato magliette a righe, ma i feedback femminili che ricevevo a riguardo erano scadenti, persino nell’epoca in cui Alex Kapranos era famoso

      1. Quegli abiti lunghi me li sono persi. Di recente andavano, prima della desertificazione, i pantaloni a zompafosso e quando citai a delle colleghe pure 50enni le Bananarama (cfr Cruel Summer) pensavano me le fossi inventate.

  1. Wow, non sapevo di questa girandola di cantanti, grazie. Molto bella la versione di Noémie Wolfs, forse era l’unico modo per reinterpretare in maniera validissima e personale un pezzo così famoso e legato alla voce di Geike Arnaert.
    Lasciamo stare invece la versione di Luka Cruysberghs, ho sentito cover migliori chitarra/voce di quel pezzo nei peggiori angoli di youtube. Non sembrerebbe una canzone adatta a lei.
    Interessante però la questione dell’abbassamento di tono, posso avere anche una versione cantata da Mark Lanegan in cui la voce sprofonda nell’oltretomba dal tanto è bassa?

  2. Io insisto con la teoria aziendale, che poi è il mio pane, insomma. Cioè questi secondo me sono come le aziende, ti pagano poco e ti rompono i coglioni. Lo dimostra perfettamente la scelta finale per rimpiazzare le dimissionarie: LA STAGISTA.
    A disposizione per eventuali chiarimenti,
    Saluti

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