game set match
Libri Pop corn Tennis

Borg, Edberg, Wilander

Il libro giusto al posto giusto. Il posto giusto per questo libro è l’occidente ligure, costiera dove il tennis prospera ed è un way of life. Sanremo sta al tennis italiano come Sanremo sta alla canzone italiana. Io mi trovavo a Bordighera, e la lettura ufficiale dell’estate era “Game set match”: tre parole, tre campioni, tre decenni di Svezia monarchia del tennis mondiale.

Add Editore usa colori tipicamente svedesi per confezionare questo libro in cui Mats Holm e Ulf Roosvald raccontano “Borg, Edberg, Wilander e la Svezia del grande tennis” fin dai tempi in cui il Re lo introdusse nel suo Paese a fine ottocento.

Arrivano gli anni 70, un po’ in bianco e nero un po’ a colori, racchette di legno ma ancora per poco. Bjorn Borg è un giovanotto che si intestardisce a giocare a tennis, giorno e notte e giorno e notte, diventando un campione devastante.

Vince tutto, quasi tutto. Gli manca solo lo slam americano per poter dire: nella mia vita ho vinto tutto. Quando per la terza volta perde in finale con McEnroe, dice basta. Raga chiudo. Abbandona il tennis a ventisei anni, età che metà degli atleti esistenti ucciderebbero per avere.

Il secondo di questa trinità di biondi è Mats Wilander, in campo un coriaceo, un noioso, idolo di nessuno. Il suo colpo migliore sembra essere l’errore dell’avversario. Eppure i capricciosi dèi del tennis gli assegnano la vetta del ranking.

Ma la racchetta, si sa, ha la forma di una chitarra e lui la suona davvero, insieme a McEnroe. Il suo colpo migliore sembra essere il mi minore. Ancora giovane abbandona il tennis per il rock. Incorda la chitarra elettrica, forma una band e fa il giro del mondo per suonare le sue canzoni.

Infine arriva Stefan Edberg, ultimo highlander di un gioco antico, inglese, fatto di serve and volley, rovescio a una mano, emotività e insicurezza. Il suo gioco torna al bianco e nero, ma quello vero, quando in bianco e nero erano anche le foto. Giocatore divertente senza sorridere mai, “biondo senza averne l’aria”, diventa numero 1 nel 1990.

Edberg l’antico continua, longevo, fino a una quasi seconda giovinezza oltre i trenta. Resiste in campo fino a quel giorno X in cui mi permette, guardandolo in tv, di innamorarmi del tennis.

Paolo Plinio Albera

Seduto sugli allora. Scrivo di rock, matrimoni, borgata Polo Nord (Torino). Anche di tennis, molto meno ma secondo me è quello che so fare meglio.

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