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Pop Rock

Come è andata questa cosa di Todays, a quanto ho capito

Chi ama le polemiche si è trovato benissimo nel giro musicale torinese degli ultimi mesi. Invettive, critiche, scontri, boicottaggi. Per gli “addetti ai lavori” è stato un mese bollente. La musica interessa a ben poche persone, ma quando ci salta la mosca al naso, sembriamo davvero tanti. È un peccato che succeda solo in tempi di guerra, vero?

Io non ho un’indole facinorosa e dunque ho direttamente spento il cervello. Ho deciso di riaccenderlo nel momento in cui si capirà davvero cosa diventa Todays Festival – il festival della città di Torino che ho sempre raccontato con, devo dirlo, una grande passione – e forse questo momento è arrivato. 

Ma vi avverto, c’è bisogno di fare un recap delle puntate precedenti e sarà abbastanza lungo; leggetelo solo se siete di quelle persone perverse e morbose cui piace la politica e le polemiche. Di seguito, ecco ciò che ho capito io.

Il casus belli

Todays Festival è il festival della città di Torino di musica “con forti radici nel mondo indie rock e underground” (per comodità uso parole della Fondazione Cultura Torino), finanziato dal Comune e affidato ogni anno alla direzione di Gianluca Gozzi, fin dalla nascita nel 2015. 

Negli ultimi tempi, quando sullo scranno di Palazzo Civico è salito il nuovo sindaco Lo Russo, l’amministrazione nata sotto la stella fortunata dell’Eurovision ha mostrato qualche segnale silente di sfilacciamento dei rapporti. 

I segnali sono stati silenti nel vero senso della parola: la comunicazione si è proprio interrotta. Il Comune non ha risposto alle richieste di conferme per l’edizione in arrivo rendendo impossibile l’organizzazione per tempo dell’evento. Il ghosting si è prolungato: rimanda oggi, rimanda domani, sembrava che il destino di Todays fosse morire come è morto Traffic tempo prima. 

Ma – clamoroso al Delle Alpi – arriva un piccolo colpo di scena: in extremis il Comune decide di riassegnare l’organizzazione dell’evento tramite un bando con scadenza a metà marzo. 

Squillino le chitarre, rullino le batterie: il bando

E allora accolliamoci anche questo bando. Gli aspiranti organizzatori si facciano sotto, speriamo che vengano decise in fretta le cose, per avere una line up decente per l’estate. La grossa novità voluta dal Comune è la durata: non più tre giorni ma almeno una settimana (con finanziamenti quasi invariati) e, apparentemente, l’intento di avere più concerti gratis o a prezzo simbolico.

Il clima è da subito rovente. «Un festival pagato dalla Città con appuntamenti a 40 euro non è una bella cosa. Vorremmo dare la possibilità di partecipare anche a chi prima era scoraggiato dal costo dei biglietti». Queste sono le parole dell’assessore alla cultura Purchia dette per giustificare la riassegnazione dell’organizzazione. 

Si parla anche di «prezzi calmierati» ed «eventi gratuiti»: queste dichiarazioni si tramuteranno nell’unico vero autogol che l’amministrazione ha fatto in una gestione in cui è riuscita incredibilmente a cadere in piedi (ma questo lo vedremo dopo). 

«Nessuno organizza il Festival per diritto divino», è stato anche detto così, con toni che danno l’idea dei ferri corti a cui sono arrivati i rapporti del Comune (ovvero il diritto divino, in tale metafora) con la precedente direzione.

In ogni caso, il direttore artistico delle precedenti edizioni Gozzi partecipa comunque al nuovo bando, insieme ad altri quattro candidati. A valutare i progetti in gara è una commissione indipendente di esperti nominata dal Comune.

Passa il tempo, arriva aprile, e finalmente viene indicato il vincitore che dovrà organizzare un evento che si terrà già quattro mesi dopo, ad agosto. 

And the winner is…

Il vincitore del bando è la Fondazione Reverse, che da queste parti è molto conosciuta, dato che organizza diversi festival (Sonic Park Stupinigi, Sonic Park Matera, Ritmika, alcuni eventi di OGR e molto altro). 

Si tratta di programmazioni spesso con artisti grossi di genere pop mainstream: nessuno si aspettava che si candidasse per un evento di musica “con forti radici nel mondo indie rock e underground”.

Inoltre, Reverse è il promoter che avrebbe dovuto portare il famoso “Primavera Sound a Torino”, impresa che nell’agosto scorso è stata data per certa, ed è sfumata per un soffio. Ma anche su questo ci torneremo dopo. 

(Non è facile tenere in ordine gli intrecci di tutti gli spin-off di questa appassionante serie-evento, ma non ho dubbi che voi, brutte persone morbose e perverse e appassionate di musica, riuscirete a tenere il filo.)

Incarico a metà aprile, festival a metà agosto: 4 mesi di tempo per tirare su un cartellone. Impresa molto difficile, secondo me praticamente impossibile, ma c’è da dire che Reverse è una potenza di fuoco, ha senza dubbio mezzi e professionalità e risorse per smuovere nomi importanti.

Come andrà a finire? Stay tuned, come si diceva nella preistoria del web!

Torino, 1 milione di direttori artistici 

A fine maggio, appena sui social appare la grafica “Todays. Rise of the cultures” che anticipa gli annunci imminenti, si scatena l’inferno. Sui social è guerra aperta. Molti vergano giudizi impietosi prima ancora che escano i nomi. Tanti si scagliano contro la “nuova gestione” dicendo che ci sarà musica orribile, che la vera buona musica era solo quella della gestione precedente. 

Gli annunci, centellinati giorno per giorno – e in questo momento due settimane dopo non ho neanche la certezza che siano finiti – cambiano le carte in tavola e neutralizzano praticamente tutte le critiche “artistiche”. Dapprima l’annuncio di Arlo Parks dà l’impressione che si continui con la linea precedente senza eccedere troppo. Poi, calati come macigni, arrivano i nomi di LCD Soundsystem, poi Overmono, poi Massive Attack… 

(La grafica MASSIVE ATTACK con un font davvero MASSIVE si trasforma in un vero e proprio ATTACK che spazza via ogni timido rimbrotto rimasto. Non è nemmeno una band, è la carta di Magic che distrugge tutto. Sembra più il messaggio in sé, che il nome: è un meta-annuncio. La temperatura social si inverte completamente. Qualche raro contestatore ammette di aver cambiato idea. La maggior parte tace.)

…ancora non avete chiuso questo articolo? Non siamo nemmeno a metà!

Elencare i temi delle polemiche è impossibile: sono troppi. C’è chi critica la grafica con la A.I.. C’è chi fa notare che questo non è un “festival” ma è una “rassegna”. C’è chi analizza i flussi turistici (“un turista non può venire a stare dieci giorni a Torino per vedere LCD e Massive Attack”). Vengono fatte le critiche le più disparate a una programmazione in cui, voglio dire, ci sono Massive Attack, LCD Soundsystem, The Jesus And Mary Chain, Overmono, Arlo Parks… 

…e anche Mahmood. 

Ebbene sì: abbiamo perso due giorni della nostra vita a scannarci sull’opportunità della presenza o no di Mahmood a Todays, e io ho perso due righe di questo articolo per segnalare questo fatto.

La line up definitiva

In conclusione (cioè, in conclusione della questione annunci, non certo in conclusione di questo articolo che andrà ancora avanti – se state ancora leggendo siete pazzi) c’è da dire che la line up è assolutamente brillante. Le chiacchiere stanno a zero. È una scommessa non indifferente dei nuovi organizzatori che fa pensare al futuro: probabilmente la nuova direzione del festival è questa.

Metto la line up qui con questa grafica ufficiale che, curiosamente (o forse apposta?) non contiene la scritta e il logo di Todays. 

Sarebbe interessante capire quanti e quali fossero i nomi indicati da Reverse al momento della candidatura al bando, quanti e quali indicati dall’altro concorrente (Gozzi con Spazi Musicali), e quali fossero in comune a entrambi. Non è escluso che qualche nome opzionato da uno sia finito nella programmazione dell’altro – questa è una mia ipotesi, penso poche persone sappiano davvero come sono andate le cose, se siete tra queste scrivetemi subito e vi offro una birra.  

Dal punto di vista dell’”orgoglio torinese” il risultato è secondo me enorme, considerati anche i tempi stretti in cui è stato raggiunto. Dal punto di vista del pubblico pagante ci sono delle ottime soddisfazioni, ma c’è anche la questione del vil danaro da valutare: come siamo messi a tal proposito?

Soldi soldi money dinero

L’unica critica che sta in piedi, poiché basata su dati oggettivi, è quella sui prezzi. Le parole dell’assessore citate sopra (prese da La Stampa) sono state smentite dalla realtà: i concerti del “nuovo” festival pagato coi soldi pubblici costano 40, 50, 60 euro, ben più dei desiderata di Purchia che come abbiamo visto li considerava prezzi non ammissibili. 

In conferenza stampa un rappresentante del Comune parla di una “media di 28 euro”, non so come sia riuscito a calcolare questo dato!

Senza le dichiarazioni dell’assessore, magari la questione economica non sarebbe stata sollevata da nessuno, chissà? Poi è ovvio che per nomi come LCD Soundsystem e Massive Attack, 50 e 60 euro mi sembrano prezzi abbastanza contenuti, al giorno d’oggi. Lo sono in senso relativo, non in senso assoluto, diciamo così.  

Insomma, non c’era una volontà di inclusione sociale come veniva fatto intendere inizialmente; l’unico intento era giustificare il cambiamento di una situazione che si trovava – per usare le parole del sindaco – in una “comfort zone”.

“Ben mi ricordo che prìa di partire v’eran tariffe inferiori ai 40 euro” (Anonimo Genovese)

Cambiare tutto tranne il nome

E quindi via dalla comfort zone. La volontà comunale è: cambiare organizzatore, cambiare formula, cambiare location, cambiare date, insomma cambiare praticamente tutto… tranne il nome. Un nome che, grazie alla direzione precedente, ha acquisito credibilità e autorevolezza, ma che secondo una gran parte degli affezionati del festival (anche secondo me) andrebbe cambiato. 

Sarebbe bastato cambiare il nome per spegnere quasi tutte le polemiche, riconoscere alla direzione precedente la qualità del lavoro svolto, sollevare la nuova direzione dai confronti col passato, insomma fare una bella figura e far recuperare a tutti quanti un po’ di serenità. Non è stato così. Il Comune, proprietario legale del marchio Todays, ha deciso di mantenerlo.

Credo purtroppo che il clima pesante di questi giorni sia condizionato della gestione degli amministratori che secondo me è stata tardiva e poco chiara. A farne le spese sono ora soprattutto i nuovi organizzatori, che per giunta hanno fatto un lavoro al di sopra delle aspettative.

Il Comune è caduto in piedi

Intanto l’amministrazione divide et impera con un certo successo: rosico davvero tanto a dirlo, ma è la verità.

Il Comune ha ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo e un enorme ritardo. Economicamente ha avuto una fortuna pazzesca: si è accaparrato la partnership di una grossa agenzia che impiega di tasca propria un capitale non indifferente. Oltre ai 650.000 del Comune, Reverse rilancia mettendo sul piatto altri 1.050.000 euro.

Un investimento sorprendente. Cosa sta succedendo? Reverse si sta comprando Todays?

Ipotesi suggestiva, benché molto fantasiosa. Ma in questa house of cards sta accadendo un po’ di tutto. Prima di capire le dinamiche future, c’è da vedere come andrà il festival. C’è ancora qualche insidia sulla strada.

Coraggio, cari amici morbosi e perversi, abbiamo quasi finito!

L’ultima sfida

L’unica questione che va ancora risolta è quella ambientale. L’area del festival si trova al Parco della Confluenza in una zona prossima a un’area naturale protetta. La storia ci insegna che sulla questione ambientale è caduto un festival (Apolide) che nel 2023 è stato costretto all’ultimo momento ad abbandonare la location boschiva e riallestire il festival altrove, subendo danni economici elevati. 

Per quanto ho capito in conferenza stampa, il sindaco ha fatto capire senza mezzi termini che il festival si farà dove stabilito e basta. Ma credo che le associazioni ambientaliste siano abbastanza determinate a farsi valere.

Non so nulla di argomenti ambientali, qui si entra in un ginepraio burocratico abbastanza ostico, spero solo che la questione sia chiarita in fretta senza trascinarla per settimane e mesi e rischiare di dover cambiare location all’ultimo minuto.

E fu primavera e fu estate: sta arrivando il festival!

Primavera Todays

In fin dei conti i nuovi organizzatori stanno facendo il loro “loro” Primavera Sound, che erano quasi riusciti a organizzare a Torino.

Il trailer che promuove il Todays gioca coi riferimenti a quello che promuoveva l’edizione di quest’anno del famoso festival catalano. Una piccola rivincita sull’impresa preparata, sognata e sfumata per un soffio. 

È evidente che i nuovi organizzatori sono “here to stay”, qui per restare: il progetto proposto e l’investimento messo in campo sono qualcosa che il Comune non può ignorare e, anzi, avrà tutto l’interesse ad accogliere con favore anche nel futuro. 

Già, il futuro: cosa ne sarà di Todays il prossimo anno? Continuerà in questo senso, o arriverà il giorno in cui si riproporrà la possibilità del Primavera Sound, che forse non è stata del tutto accantonata? 

Per ora è tutto: questi sono stati i tempi della politica e delle polemiche, ora spero che inizi il tempo della musica (che, a quanto ho visto sul cartellone, sarà una gioia).

Auguro un ottimo festival a tutti. Mi piacerebbe dire come Bugs Bunny, “that’s all folks”, ma credo proprio che non sia ancora finita!

Il canale Telegram dei concerti a Torino.

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P.S. comunque Mahmood l’avevo visto dal vivo tempo fa, ed è bravissimo. Volevo dirlo ma non volevo riaprire questo vespaio, quindi boh lo scrivo qui un po’ nascosto!

Paolo Plinio Albera

Muovo i primi passi falsi nella musica scrivendo canzoni.
Trovo quindi la mia strada sbagliata nella scrittura e nella creatività.
In poco tempo faccio passi indietro da gigante, e oggi ho un blog: il MySpiace.

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2 commenti

  1. My spiace, ma dato che non mi divertono le polemiche ho saltato tutto, e mi sconforta vedere tutti quei veterani soprattutto perché vorrei andare in pensione e questi remano contro indirettamente. Se può consolarti, in una manifestazione casertana gradita soprattutto ai percettori di biglietti omaggio ci saranno i Ricchi e poveri. Attendo report del concerto di Arlo Parks.

    1. Mi piace Arlo Parks, doveva venire una volta a Todays ma poi non è più venuta (mi sembra fosse periodo di pandemia), peccato perché ero preso benissimo per sentirla. Speriamo stavolta venga! 🙂

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