canzoni su marte
Pop Rock

3 canzoni che vanno su Marte

Riusciremo ad andare su Marte? Non lo so. Riusciremo a trovare la vita su Marte? L’acqua teoricamente l’abbiamo trovata, sull’ossigeno ci stiamo lavorando. Riusciremo a vivere su Marte? Domanda da un milione di dollari; per rispondere è necessario consultare i romanzi di fantascienza o i film con Matt Damon, Brad Pitt, Corrado Guzzanti.

Con le canzoni, di sicuro, ci siamo già arrivati. Ci siamo arrivati persino noi italiani, senza bisogno di essere David Bowie che si domanda Life on Mars?, senza bisogno di essere gli Ash innamorati della Girl from Mars, senza bisogno di essere – ovviamente – i Thirty Seconds To Mars. 

In questo mese di Marzo, ovvero mese di Marte, in cui il sole entra nel segno dell’Ariete che è il segno di Marte, mi sembrava il momento giusto a livello astronomico, astrologico, astronautico, per ricordare 3 canzoni che ci fanno volare sul pianeta rosso. 

Primo treno per Marte, Gianluca Grignani

Il nostro primo viaggio per Marte non è in astronave, ma in treno. Chissà perché Gianluca Grignani ha pensato di andarci proprio su un treno, “che binari non ha”. Primo treno per Marte immagina la prima spedizione dell’umanità, che si rende necessaria – come le storie di fantascienza ci insegnano – perché la Terra non è più abitabile. “Questo è il mese di Aprile, e la Terra non nasce, sta per morire”.

Ma improvvisamente, nel ritornello, lo sguardo della canzone cambia completamente, si sposta dallo spazio siderale allo spazio interiore. Il viaggio su Marte diventa un viaggio dentro di sé, “e se fuori è universo, è l’immenso in me”. Forse è la metafora di un viaggio stupefacente non nel senso di travel ma nel senso di trip? Il nostro caro Joker non ha mai spiegato la canzone, ma ha detto che è una tra le sue preferite del suo primo album, in cui c’erano pezzi come La mia storia tra le dita, Falco a metà, Destinazione Paradiso. Più che nello spazio, a me piacerebbe viaggiare nel tempo, e ritornare nel pazzesco 1995.

Vita su Marte, Marlene Kuntz

Nell’epoca del surriscaldamento globale, i Marlene Kuntz dedicano un concept album al tema della crisi climatica: Karma Clima esce nel 2022, che ricordiamo come un anno con un caldo devastante, una lunghissima siccità, un’estate con temperature da incubo. La canzone Vita su Marte è quella che immagina il viaggio sul pianeta rosso.

L’idea è che l’umanità è costretta ad abbandonare il vecchio pianeta che muore, ma solo i più ricchi possono permetterselo. La maggior parte dei terrestri è abbandonata a se stessa, mentre pochi abbienti riescono a partire. Cristiano Godano scrive il testo dal punto di vista di un padre che si rivolge al figlio, che dovrebbe fare un sorriso, ritenersi fortunato per appartenere a una classe privilegiata e sostenere il viaggio per scampare alla combustione della Terra. L’amara conclusione è con le parole: “Figlio mio, mi dispiace. E chissà se si poteva evitare.” 

Africa su Marte, Subsonica

L’ultimo viaggio su Marte è quello dei Subsonica, con Africa su Marte. Questa canzone dell’album Realtà Aumentata (2024) ricorda in pieno l’immaginario spaziale tipicamente subsonico. Ma è ispirata a una storia vera: gli “afronauti in orbita” del testo si riferiscono a un’utopia spaziale del passato realmente (non) accaduta. 

Nel 1964 un giovane professore di scienze in Zambia iniziò a progettare il primo viaggio spaziale africano su Marte. Edward Makuka Nkoloso si autodefiniva “afronauta” e si fece promotore di un Programma Spaziale Africano con l’obiettivo di portare lo Zambia su Marte. Non si sa quanto questo programma fosse improvvisato o no. Comunque l’afronauta proseguì l’opera costruendo strambi macchinari e addestrando il variegato equipaggio – che includeva oltre a lui una giovane assistente, un missionario, e dei gatti. Quel viaggio sul pianeta rosso non si fece mai; come dice la canzone dei Subsonica “l’utopia si è arresa”. 

…si è arresa ma per quanto ancora? Riusciremo ad andare sul pianeta rosso? Io non ero ancora nato quando l’uomo è andato sulla Luna, e forse non sarò più vivo quando andrà su Marte. Noi “millennials”, per viaggiare nello spazio, abbiamo soltanto le canzoni. 


Gli allineamenti dei pianeti prevedono che, nell’arco di pochi giorni, tutti gli artisti di questo articolo si esibiranno a Torino, e quindi volevo segnalarli: 

  • Gianluca Grignani 4 aprile al Milk
  • Marlene Kuntz 11 e 12 aprile a Hiroshima Mon Amour
  • Subsonica: 13 aprile a Inalpi Arena

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Paolo Plinio Albera

Muovo i primi passi falsi nella musica scrivendo canzoni.
Trovo quindi la mia strada sbagliata nella scrittura e nella creatività.
In poco tempo faccio passi indietro da gigante, e oggi ho un blog: il MySpiace.

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4 commenti

  1. Io aspetto la volta di Saturno con Goldie e i Django Django.

    1. Saturno iper-sfruttato a livello astrologico, e persino a livello emoji 🪐 visto che con i suoi anelli è molto carino per rappresentare graficamente un pianeta esotico, ma quasi nessuno sogna di andare a viverci

  2. Se penso a Marte, la prima canzone italiana che immediatamente mi viene in mente è quel pezzone incredibile che è “Memobox” degli Ustmamò e Mara che nel ritornello canta “Marte pulsante di vita nuova ti chiama, qualcuno lassù ti ama, c’è fremito nell’etere”.

    1. Più o meno gli anni in cui ci andava anche il Grigna

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