You can count me out

chiuso sotto minaccia

(foto rubata in rete)

Diciamo che la immaginavo diversa questa primavera araba. Quelli che i Fratelli Musulmani e quelli che i Fratelli d’Italia. La mia città, una delle più antifasciste, ora è il palcoscenico: è a Torino che si vuole spingere, è Torino che bisogna conquistare. Ora mi vergogno di questi quartieri, dove tanti commercianti hanno c(r)eduto ad intimidazioni di tipo mafioso, mi vergogno di questa regione, dove è stato voluto un governatore leghista. Mi vergogno della panetteria dove compravo il pane, che sulle serrande aveva appiccicato il volantino ITALIANI, mi vergogno del bar libreria qui sotto e di tutti i negozi che hanno ancora le serrande abbassate a metà. Verrà il giorno in cui sarete voi ITALIANI col capslock a vergognarvi, di aver aderito a questa protesta, a questo pretesto.

La immaginavo colorata, la rivoluzione, invece è nera. Tipici metodi da destra: minacce, violenza gratuita a comuni cittadini, il tutto nel nome della bandiera. Intanto prosperano i movimenti populisti, sono diventati tanti e fanno a gara per avere l’esclusiva sui “basta”. Si rubano i clienti, come le compagnie telefoniche. La portabilità della rabbia.

Li immaginavo più gravi i danni al “palazzo”… qualche vetro rotto.

Le immaginavo più forze queste forze dell’ordine. Da una parte si dedicano ad arrestare i No Tav con l’accusa di terrorismo, dall’altra si levano il cappello davanti ai forconi fascisti. Pecorelle. Pecorelle ancora una volta. Dove sta il terrorismo?

Li immaginavo più antifascisti i cosiddetti antifascisti militanti, i centri sociali ecc. Dove sono? Proprio ora, che la destra ha messo a ferro e fuoco la città, nessuno di loro ha alzato un dito, nessuno ha detto “a”. Posso sospettare che qualcuno sia in piazza a braccetto con i fasci?

Eppure voi, eppure io, vi immaginavo, mi immaginavo, con le idee più chiare. Eppure parli con la gente e sono chiaramente esasperati, come voi e come me. Eppure tanti studenti, commercianti, precari, sembrano più ignoranti che incazzati, più confusi che consapevoli. A volte più poveracci che poveri. Non credo di essere troppo supponente. Senza mie pretese di lucidità d’analisi, chi chiude strade o chiude negozi mi sembra manipolato, illuso, spesso intimidito, oggi più che mai parte del “sistema” cui crede di ribellarsi.

ITALIANI, il mio capslock è

YOU CAN COUNT ME OUT

E questi?

6 commenti

  1. sai paolo,
    per me il vero problema è che non credo più a niente. non credo nemmeno più a questa storia dei fascisti, che poi i fascisti veri sono un’altra roba, mica sti stronzi che corrono in giro a spaccare cose ed intimare false minacce alla gente perbene. non credo più nemmeno che tutto sia funzionale a qualcosa. mi sembra un’enorme bolla di cazzate e sperperi di energie. comunque sia il ritorno di un qualsivoglia regime è quanto di più becero e impresentabile la nostra città abbia oggi da offrire. impossibile anche solo pensare di potercisi identificare, con questa vena malata di concetti antichi.

    il tuo pezzo è bello. bravo paolo

  2. Ciao Paolo,

    Gradisco come sempre la tua eloquenza, ma questa volta la trovo falsata da un’idea che è forse più confusa della confusione che aleggia in questi giorni per Torino, e altrove (e con questa frase anch’io ho fatto più buona prova di eloquenza e meno di contenuti… vediamo di correggere il tiro con il resto del commento).

    Chi protesta è sicuramente confuso e forse non sa contro cosa protestare, se non contro “il sistema”, che è sicuramente un’entità astratta, e troppo spesso abusata perché è facile prendersela contro qualcosa di generico, non definito… la “casta” è tutto e niente, spaccare una vetrina è facile almeno quanto sia difficile trovare una vera soluzione ai problemi del nostro paese.

    Però il fatto che tanti comuni cittadini si siano mobilitati in modo più o meno spontaneo è un segno da non sottovalutare, sicuramente da non ignorare, già solo per il fatto che non è mai successo, almeno in tempi contemporanei. YOU COUNT ME OUT a prescindere è semplicemente una posizione estremista quanto estremista è chi va a manifestare contro “il mostro” senza volto.

    I facinorosi di cui i giornali amano riempire le pagine offline ed online ci sono sicuramente – io non li ho ancora visti, ma immagino e ci credo che ci siano – ma sono una minoranza. Sono pericolosi, ma sono per il momento DAVVERO una minoranza, e come tali vanno considerati.
    Ho parlato oggi con una commessa di Auchan, mi ha raccontato di come il figlio ed il marito siano andati a Piazza Castello a manifestare e di come abbiano visto una quindicina di persone iniziare a lanciare pietre, e di come nel giro di pochi secondi siano stati isolati e poi bloccati da tutti gli altri. Sul sito di Repubblica ovviamente il video in evidenza non poteva che essere quei 10 secondi di lancio di pietre di questi delinquenti di terza categoria, e subito sembra che la protesta sia stata tutta nel segno della lapidazione verso il palazzo della regione.

    Io non sono andato a protestare, non so se lo farò nel prossimo futuro ma rispetto queste persone – quelle che protestano senza violenza fisica o verbale – perché io stesso mi sento schiacciato da uno stato che mi strizza economicamente fino a darmi problemi ad acquistare “la pappa” di tutti i giorni, ma che nulla mi dà in cambio. Non ho una soluzione per questo perché non sono un economista e non sono neanche un sociologo, quindi non ho gli strumenti per comprendere e giudicare questa manifestazione di sdegno che sta salendo in tutto il paese, però ho votato dei rappresentanti (che oltretutto sono stati poi sostituiti da altri “professionisti”) che secondo le leggi democratiche dovrebbero fare il mio interesse e risolvere i problemi che io non so risolvere. Non lo stanno facendo. I sindacati non stanno facendo nulla. I politici stessi non stanno facendo nulla. E quindi la gente manifesta: non possono contare su di te, ma continueranno a manifestare perché alternativa, per il momento, non c’è.

    In altre parole, se dici di non condividere una protesta le ipotesi sono due: o per te non c’è alcun problema, oppure hai una soluzione. Nel tuo post non vedo nessuna delle due cose quindi, come diceva qualcuno, “sei parte del problema”?

    1. grazie riccardo per l’intervento. è stato un po’ uno sfogo e so di non aver usato mezze misure. di intimidazioni ne ho viste (sotto casa mia) e purtroppo erano da cittadini comuni ad altri cittadini comuni, mentre il “potere che ci schiaccia” non mi sembra sia stato minimamente scalfito. chi è al governo è il risultato del voto popolare di appena pochi mesi fa. spesso e volentieri sono presente a manifestazioni per argomenti in cui credo, ma stavolta come detto sono seriamente preoccupato per le modalità autodistruttive e le tinte ideologiche (diciamo estrema destra) che alimentano la protesta. sono sicuro che molti manifestanti siano in buona fede ma, come si dice, “chi va con lo zoppo…”. non ho una soluzione da proporre, neanch’io sono economista o sociologo, ma non posso condividere proteste di cui l’unico effetto è danneggiare gli stessi cittadini. questo era il senso del mio post

      1. Purtroppo in Italia quasi ogni manifestazione è sporcata dai soliti facinorosi/neofascisti/estremisti (di entrambe le parti — i cassonetti bruciati sono neri ma a volte anche rossi), chiaramente in questo caso, non essendo un’iniziativa organizzata in modo organico da un sindacato o parte politica mancano anche i servizi d’ordine che spesso mitigano l’intervento di questi personaggi. Anche la dimensione a macchia di leopardo della protesta non aiuta ad isolarli.

        Mi sento coinvolto nei fatti di questi giorni non tanto perché condivido la protesta — ovvero: la condivido ma sono anche critico su temi e modalità — più che altro perché ho visto da subito un odio sospetto nei confronti del movimento da parte dei mezzi di informazione che hanno ignorato l’onda che saliva, e quando sono stati costretti a raccontare ciò che succedeva l’hanno fatto in modo da screditarla il più possibile fin dal primo minuto.

        A ruota è salita una fortissima indignazione da parte dei politici e poi di molti comuni cittadini che si sentono in dover di dar contro a chi manifesta, in modo più o meno lucido e intelligente. Non troverei negativa questa “indignazione verso l’indignazione”, però in Italia siamo abituati a ingoiare rospi di ogni dimensione e colore senza dire nulla, non capisco perché una manifestazione di dissenso, che ormai è interpretata da parecchia gente, stupisca e disturbi così tanto.

        Il mio sospetto è che disturbi proprio perché non è stata organizzata né da un partito politico, né da un associazione o un sindacato, e quindi sia vista come illegittima… a prescindere, perché fa paura.

        Però le proteste DEVONO fare un po’ paura, alla fine servono proprio a quello. Allo stesso modo devono produrre per forza dei disagi (fermo restando che obbligare i negozianti a chiudere NON DEVE ESISTERE e su questo siamo ben in accordo), non si può protestare senza disturbare 🙂

      2. sono d’accordo sulle tue ultime 4 righe e sul fatto che i maggiori media abbiano di base un atteggiamento conservatore e fustigatore delle sollevazioni popolari. la mia idea si è formata scendendo nelle strade, ascoltando testimonianze di amici e persone e attraverso mie idee politiche. e appunto mi sembra si tratti di uno sfogo più che di una protesta, una lotta della gente contro la gente, e un malcelato e maldestro tentativo (mi sbaglierò?) di oscuri “portavoce” o “coordinatori” di conquistare il palazzo manu militari. sono abbastanza preoccupato

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