Vacanze al Polo Nord

Piazza Marmolada

Non vedo l’ora che inizino le vacanze. Quelle degli altri, intendo.

Io passerò l’estate al Polo Nord. “Polo Nord” è il nome dato a questa zona della città senza un nome. Apprendo da wikipedia che si chiamava così per l’antica funzione di riserva di neve per le ghiacciaie cittadine. Questo inverno le battute si sprecheranno.

Oltre che per me, non è vacanza per la piazza qui sotto. Non è vacanza per la rotonda, eternamente a centrifugare auto. Non è vacanza per il bizzarro arredo urbano: oltre agli iceberg hanno messo sofa di pietra che fanno molto chill-out, “Torino non sta mai ferma”. Non è vacanza per le testate locali che si occupano delle curve della pista ciclabile, volevano un percorso dritto, temo sia difficile poiché trattasi di una rotonda. Non è vacanza per l’arrotino, che continua la sua crociata a fianco delle donne contro i guasti alle cucine a gas: ha cambiato speaker, addio a quello tradizionale tipo Istituto Luce, ecco uno nuovo più giovane e “radiofonico”, ma quasi cade un mito. E’ vacanza forse solo per i piccioni che ogni tanto si accomodano sui fili della luce formando quella tribuna di spettatori che, in altri contesti, viene chiamata appunto “piccionaia”.

Non è il nuovo di Vanzina: vacanze al Polo Nord è un’estate in città. Lasciatemi solo, qui, a giocare con le strade vuote, le zone blu gratis, i cinema all’aperto, i libri in-finiti, e con il mio elenco di cose da fare (approfittando dell’estate) che prevedibilmente non farò.

Sarò contento quando ve ne andate, sarò contento quando tornerete.

Avete mai ricevuto cartoline da Torino?

E questi?

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