The right stuff

Noel Gallagher Milano

Nel concerto che non ho visto (la foto è di Andrea Bertocchi che c’è stato e mi informa che ha suonato 5/6 pezzi degli Oasis e il resto brani suoi) Noel tiene il microfono piuttosto basso. Chissà se volutamente, ha un approccio opposto al fratello Liam, che lo appende bene in alto e abbaia all’osso nervoso e storto e con la testa in su.

Quando esce il nuovo disco di Noel Gallagher, ecco tutti i fan degli Oasis in attesa, con le loro chitarrone Epiphone, per imparare come scrivere le prossime canzoni. Il disco è arrivato… e Noel nel video suona una Fender.

La pioggia, il traffico, l’autoradio, primo ascolto di “Chasing yesterday” in un pomeriggio di marzo a Torino, UK. In coda al semaforo penso che non esiste canzone al mondo che abbia un bpm esattamente corrispondente a quello dei tergicristalli, tanto meno delle frecce, come nessuna auto ha questi uguale a un’altra. Noel ha messo tre pezzi di fila credo con lo stesso bpm, credo con la stessa tonalità, credo composti nello stesso quarto d’ora, eppure il risultato è favoloso. Sono la 5, la 6, la 7, non amo indicare le canzoni con un numero ma è per dire che sono vicine ed è bello ascoltarle così.

Poi il sole, il caldo, l’autoradio me l’hanno rubata, ultimo ascolto a casa e l’impressione rimane quella dell’epoca dei tergicristalli. “The ballad of the mighty I” vorrei durasse mezz’ora, vorrei ci fosse anche la II e la III eccetera se I non volesse dire io.

Esiste nella musica pop un accordo che chiamerò X (per esempio il si maggiore preferibilmente settima nelle canzoni con tonalità sol, i colleghi chitarristi da spiaggia sanno di cosa parlo) che fa magie, rende la melodia barocca e prosperosa, scioglie il miele nell’english cup of tea da cui bevono le radio di tutto il mondo, fatto sta che Noel scriveva quasi tutti i pezzi degli Oasis usando questo accordo X e vinceva facile. In breve tempo tutti i gruppi derivativi britpop hanno iniziato ad abusare di questo accordo X, portandolo ad una rapida svalutazione, e presto è caduto in disgrazia, ormai stucchevole e inflazionato, accantonato dagli Oasis per primi, dal resto delle bands di conseguenza. Finché… l’accordo X, al momento giusto e al posto giusto, è tornato. Eccolo a illuminare il primo pezzo del nuovo disco di Noel, nel bel mezzo del ritornello, lo capisci anche se non capisci di accordi, “Riverman” si dilata e si compiace di questo ritorno all’estetica 90s.

Infine, qualcuno li chiama “plagi”, altri “ispirazioni”, a seconda se il cantante gli piace o no, insomma ce ne sono e ne avrei da riempirci un altro post, quindi magari ne parliamo in un altro post. (Io ho imparato a chiamarli “seghe”, con significato non per forza negativo, come è ragionevole che sia). Comunque l’unica cosa ragionevole da dire è che questo disco è la roba giusta. You and I got the right stuff!

E questi?

1 commento

  1. Piccola appendice sulle canzoni che Noel sicuramente stava ascoltando mentre registrava questo disco: Something (Beatles), Weeping willow (Verve), Whatever happened to my rock’n’roll (BRMC), The prophet’s song, You don’t fool me (Queen), I hope I think I know, Acquiesce, The masterplan (Oasis), Canzone della fine (.nebbia… gombloddo!), una che non saprei di David Bowie, e sicuramente altre che appena le becco…

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.