Poveri libri arretrati

poveri libri arretrati

Povero libro arretrato.

Hai avuto i tuoi giorni di gloria, in bella mostra sugli espositori del megastore, fresco di stampa e sfavillante di colori insieme a tante copie uguali identiche a te. Tu però ti sentivi più copia di tutte, perché eri sull’espositore principale. Eccoli, i giovani libri nel fiore della loro bellezza, ultimi imperdibili fenomeni editoriali, tutti i giornali ne parlano. E tu primo ballerino, primo violino, primus inter pares.

Sei bellissimo. L’invitante adesivo dello sconto per i titolari di tessera fedeltà. Il profumo di inchiostro sulla carta affilata. Il tuo artwork di ultimissima tendenza, realizzato dal grafico più à la page (scontata questa, ma pazienza). Superbo. Irresistibile. Sexy.

Tante lettrici e tanti lettori si sono invaghiti di te, ma solo uno ti ha scelto, sì, proprio te fra tutti quelli uguali a te, per portarti all’altare della cassa, dove il commesso ha ufficializzato la vostra unione con uno scontrino.

Un sacchetto di carta è stata la nave da crociera dove fantasticavi un’indimenticabile luna di miele con il lettore, o la lettrice, o chiunque ti promettesse lettura fedele fino alla fine delle tue pagine.

Ma lui (o lei), arrivato a casa, ti ha lasciato sul tavolo, ancora nel sacchetto. Il giorno dopo ti ha preso in mano, e tu hai pensato: “ecco il momento!”. E invece no, ti ha infilato in una libreria accanto a tanti libri che stavolta erano diversi da te. E tu hai subito provato una certa diffidenza perché tutti abbiamo un po’ di diffidenza verso il diverso. Nel mondo siamo tutti diversi, non lo sapevi?

Passano i mesi e la luna di miele che speravi non è mai arrivata. Il lettore non ha mai goduto delle tue pagine. Insomma, non avete mai consumato.

Passano gli anni e quello scrittore che ti ha scritto ha scritto un nuovo libro, con un artwork di ancor più ultimissima tendenza, fenomeno editoriale ancora più definitivo di te, e chissà dove sono i tuoi vecchi compagni di leva, di sicuro non vestono più nemmeno il bollino dello sconto, saranno stoccati in qualche magazzino oppure avranno trovato un lettore degno delle loro grazie?

Povero libro arretrato. Che frustrazione. Non ti resta che sperare in una vecchiaia serena. Chissà, un trasloco in una soffitta. Una vita pericolosa nelle bancarelle del Balon. Un impiego statale in biblioteca. Un’esistenza nell’inganno come regalo riciclato. Buona fortuna, libro arretrato.

Ma io dico No!

A casa mia non esistono libri arretrati. Io leggo tutti i libri. Ne compro tanti, ma faccio il possibile e l’impossibile per non lasciare nessuno in arretrato. Io consumo con tutti. Nessuno resti illibato nella mia libreria.

Leggere è bello, mi fa sentire libero, al sicuro, sulla mia isola incantata. Ma sull’isola incantata è rimasto ben poco spazio. Inizio ad avere un problema: non so più dove mettere tutti questi incantevoli meravigliosi maledetti libri. Sto pensando di regalarne qualcuno, ma vorrei essere sicuro che non diventi libro arretrato sugli scaffali altrui. Non so se fidarmi. Voi lettori siete tutti uguali.

E questi?

2 commenti

  1. Sarà il ciclo ma mi sono quasi messa a piangere per la saga di questo poveretto abbandonato.
    Dovresti mettere un’avvertenza in cima al post: non leggere durante le fasi ormonali.

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