Pimlico

Quell’autunno andò che io e Niccolò ci trovavamo a Londra. Il nostro vagabondaggio per la città era empirico e in balìa della casualità, un pomeriggio ipotizzammo di scendere ad una fermata del tube solo perchè aveva un nome curioso: Pimlico.

Pimlico, quartiere abbastanza centrale, è fatto della stessa materia di cui è fatta la noia, l’unica cosa aperta sono le lavanderie automatiche. Dopo un lungo errare, sia nel senso di vagare che nel senso di sbagliare, ci fermammo nell’unico pub aperto nell’arco di ottantamila chilometri. Non davano da mangiare, solo da bere. E che dobbiamo fare? Beviamo?

Ivi convenimmo che era opportuno unirci musicalmente e scendere in campo per un miracolo pop italiano, ma passammo ancora molto tempo a pettinare le bambole e fare terrorismo acustico nelle feste torinesi. Ora stiamo registrando nei suoi studios in Villa Pinelli alcune canzoncine leggere e leggiadre a nome I Nemici, che come qualifica è un buon antidoto all’era in cui imperversano gli amici di facebook, gli amici di maria de filippi, gli amici degli amici ecc.

Il primo assaggio è “Frutta di stagione” ed è il primo vero effetto collaterale del pomeriggio a Pimlico. D’ora in poi potrete seguire il nostro errare su www.inemici.it.

E questi?

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