Partite e partiti

Sembrava proprio che Eric Cantona dovesse candidarsi alle presidenziali francesi (con posizioni presumibilmente di sinistra) e sfidare così Sarkozy, ma a quanto pare era una boutade per portare visibilità all’associazione di sostegno ai senzatetto in cui è impegnato. E’ stato l’ennesimo numero del più “inglese” tra i campioni francesi del calcio. Marsigliese, ma per una vita asso del Manchester United (innumerevoli i rifiuti alle avances di Massimo Moratti che lo voleva a tutti costi all’Inter), si è ritirato relativamente presto. Oltre che per il talento, viene ricordato per il famoso calcio kung-fu ad un tifoso avversario, che gli costò una lunga squalifica. In una memorabile pubblicità della Nike, conquistato il pallone si alzava il colletto della maglietta, sillabava “au revoir”, calciava una pallonata infuocata che neanche Holly e Benji e trafiggeva il portiere di una squadra di sgradevolissimi mostri. A carriera finita si è dedicato al cinema, ad esempio nell’ottimo “Il mio amico Eric”, film diretto da Ken Loach, ove Cantona è produttore e brillante attore nel mirabolante ruolo di: se stesso. Poco tempo fa aveva suscitato clamore la sua proposta a tutti i francesi di ritirare contemporaneamente i propri soldi dalla banca per far collassare il sistema finanziario, ma l’idea era troppo geniale perchè venisse davvero presa sul serio.

Se non lui, altri calciatori hanno però a tutti gli effetti ceduto agli impapocchiamenti della politica, che cerca di sfruttare l’immagine di personaggi benvoluti dalle masse. Anche se la maggior parte ha posizioni poco esportabili e affini a quelle degli ultrà (estrema destra e fascismo: Di Canio, Abbiati, Buffon, De Rossi, Materazzi e quasi tutti gli altri), altri un po’ più scafati hanno ufficialmente compiuto la loro “scelta di campo” sottoponendosi al giudizio delle urne.

Gianni Rivera è forse il calciatore-politico più di lungo corso, da sempre democristiano o al massimo di centrosinistra, come nel primo governo Prodi in cui è stato sottosegretario alla difesa, ma nelle ultime elezioni amministrative a Milano ha creato una lista che appoggiava Letizia Moratti, raccogliendo il ragguardevole risultato di ben 20 voti…

Massimo Mauro, maestro della giocata leziosa e del dribbling inutile, è stato deputato dei DS e ora è nel PD, schieramento ottimo per giocate leziose e dribbling inutili.

Ricordiamo anche il “principe” Giuseppe Giannini, che si era candidato alle regionali 2005 del Lazio nella lista di Forza Italia ma senza esiti, quindi niente “notti magiche” con le consigliere regionali del Cavaliere.

Stefano Tacconi ha tentato più volte la carriera in AN e altri partitini di destra, in perfetta continuità con le ideologie ultrà di cui sopra, ma anche per lui niente investitura nella “casta” (per ora).

All’estero, molti campioni brasiliani si sono lanciati in politica, come Pelé, Romario, Cafu, ma l’episodio più importante è stata la candidatura di George Weah alle presidenziali in Liberia, perse contro Ellen Johnson-Sirleaf, prima presidente donna del Paese e premio Nobel per la pace 2011… una più facile no?

L’unico di cui istintivamente mi fiderei resta però il mio amico Eric. Se davvero si fosse presentato, mi sarebbe spiaciuto non essere francese e non poterlo votare. Come dubitare di uno che fa questo:

E questi?

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