Pangrammisti, anagrammi, toponomastica

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Via Ormea

Si dà il caso che Ormea sia anagramma di Amore. In effetti in Via Ormea si può trovare l’amore a tutte le ore del giorno, a pagamento s’intende: le operatrici dell’amore presidiano ogni angolo 24h come il Carrefour. Siamo a poche vie dalla movida di San Salvario, qui c’è una movida più diretta all’obiettivo.

Osteria “Cucina mia moglie”

Il nome è bellissimo, non so come cucini la moglie ma l’oste comunque fa ottimi toast con una ricetta segreta che non sono autorizzato a dire in giro (eccola: prosciutto e formaggio con una botta di senape a fine cottura) che accompagno volentieri a una Moretti fresca.

Penso ad alta voce a quella storia dell’anagramma di amore, Nino l’oste si accorge delle mie velleità linguistiche e mi dice che qui vicino c’era uno studio di pangrammisti. Chi sono i pangrammisti? Dalla sua spiegazione capisco che è qualcuno che si occupa della redazione di testi con precise funzioni, come frasi di senso compiuto che abbiano al loro interno tutte le lettere dell’alfabeto (esempio: “the quick brown fox jumps over the lazy dog”) in modo da avere una panoramica sintetica di un certo font tipografico. Insomma creano dei “lorem ipsum…” per scopi grafici. Chissà a quali committenti è rivolto tutto ciò.

Siamo all’angolo con Via Lombroso. Nino chiude alle 19:30, qualcuno dice che voglia chiudere proprio e vendere tutto (è la tipica voce che gira sempre attorno a qualunque bar bello e meritevole di durare), sarebbe un peccato.

Via Lombroso

In questa via che non ha bisogno di anagrammi ma forse di apostrofi ci sono alcuni punti del bene che non so esattamente definire (laboratori, studi, associazioni, centri culturali, chissà?). C’è il Lombroso, che i più conosceranno, e il Bild, in cui il mio amico Ivan Catalano ha organizzato una bella rassegna di documentari di Gianni Celati, li ho visti tutti e mi ha fatto assai bene. Qui ho passato una serie di ottime serate di questa primavera. La ricorderò come… “la primavera di Gianni Celati”!

Parcheggio

Il parcheggio è merce rara, l’ultima volta ho buttato l’auto  alla buona sulle strisce gialle dei “servizi religiosi”. Tornando trovo qualcosa di più interessante di una multa: un biglietto con calligrafia femminile…

“Se ti parcheggi meglio ci stiamo anche noi. Non ci sei solo tu!”

Penso all’inutile rancoroso sforzo di strappare un foglio da un blocco a quadretti, trovare una penna, scrivere tre ordinate righe di rimprovero, mettere le doppie frecce con l’ansia di bloccare il passaggio, uscire dalla macchina, infilare nervosamente il foglio sotto il mio tergicristallo, rientrare in macchina, proseguire il giro per un’altra sfortunata mezz’ora di ricerca di parcheggio. Che infelice fatica, cari amici della movida di San Salvario. Ho controllato, non è nemmeno un pangramma!

E questi?

1 commento

  1. comunque la versione italiana del quick brown fox è: «Ma la volpe col suo balzo ha raggiunto il quieto Fido». che eleganza!

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