Aspetta, Oroscopo di Calcutta è uguale a…

oroscopo calcutta lucio battisti

Ascolta un cretino: vuoi incuriosire le ragazze e aumentare il tuo personale tasso di conversione nelle notti giovani? Devi usare l’Oroscopo. Devi imparare l’arte (se vuoi ti do un paio di lezioni dude) di indovinare al primo colpo il segno zodiacale della graziosa che hai di fronte. Così la stupirai, penserà che hai già capito tutto di lei, si sentirà nuda ai tuoi occhi. E lascia stare la musica, te l’ho già detto, ascolta un cretino.

Ma veniamo al dunque. “Oroscopo” di Calcutta fa il botto nell’estate 2016, quella degli Europei di Calcio, delle Olimpiadi di Rio, della Brexit, e appunto di Calcutta. Se sei un vero snob hai sempre guardato con sufficienza (per esempio io) al fenomeno indie per eccellenza. Ma arriva comunque il momento in cui vacilli. Ascolta un cretino, solo gli stupidi non cambiano mai idea.

Io ho molto più che vacillato. Ho cliccato, ho ascoltato la canzone, e mi sono arreso all’evidenza che l’avrei canticchiata per il resto dei miei giorni. Il motivo, forse, semplicemente perché suona come “All that she wants” degli Ace of Base (o meglio: come qualunque canzone degli Ace of Base, visto che le facevano tutte uguali, coi tastierini in levare). Ricordo il mio imbarazzo con gli interlocutori puristi e che non cambiano mai idea quando ho detto la frase “mi piace Oroscopo”, come bambino inginocchiato al confessionale che confessa al prete di essersi fatto le seghette…

…Ma il nocciolo della questione non sono gli Ace of Base. Nel titolo ho millantato che Calcutta è uguale a qualcosa. Ma a cosa? Si tratta di qualcosa di più familiare, e ancorato a un inscalfibile archetipo della canzone italiana.

Passa molto tempo prima di accorgermene: inverno 2018, quello dei sacchetti, del nuovo algoritmo… e di Calcutta, di nuovo, con la sua playlist di capodanno pagata 5K. E di Orgasmo. E dell’imminente album. E della news dei mega concerti allo stadio di Latina e all’Arena di Verona. Insomma si parla sempre di lui. Lo vedo ovunque. Oppure è solo colpa dell’algoritmo? Che esista un mondo al di là dall’algoritmo?

Vado a una serata omaggio a Lucio Battisti organizzata di Indie Dischi, etichetta con cui collaboro. C’è Matteo Gorgoglione (grande artista) che suona con la sua band “Giardini di Marzo” e le altre di Battisti/Mogol. E l’epifania decisiva scatta proprio durante il concerto di Matteo che, guarda caso, è il mio astrologo di fiducia e anche quest’anno ha pubblicato per il MySpiace il suo Oroscopo 2018.

Per l’illuminazione bastano pochi secondi…

“Oroscopo” di Calcutta è uguale a “I Giardini di Marzo” di Battisti. Ok, non tutta, è uguale solo l’inizio, se coincidesse anche il ritornello sarebbe clamoroso. Ascolta un cretino, dagli archetipi della canzone italiana non si scappa: sono loro i ministri della musica nel nostro subconscio, dettano legge, indirizzano i nostri ascolti, e se vogliono ci fanno venire la pelle d’oca sulle braccia. Può suonare un po’ astrologico, ma è così. Le linee melodiche delle grandi canzoni della tradizione sono la misura, la sezione aurea che ci auto-costruiamo col tempo. La combinazione di questi modelli subliminali decide ciò che ci piace e ciò che non ci piace. Anche Spotify funziona così.

Calcutta, non è mistero, si è sempre dimostrato battistiano. Quello è il suo segno zodiacale artistico. Che abbia strimpellato per la prima volta “Oroscopo” due secondi dopo aver sentito sul giradischi “Giardini di Marzo”?

Marzo è il periodo dei Pesci, dice l’oroscopo. È il mese in cui nascono i grandi cantautori, come Battisti, Dalla, Pino Daniele, Venditti, nati appunto “sotto il segno dei Pesci”. Gli astrologi sapranno dire meglio di me se “Giardini di Marzo” abbia un collegamento con la data di nascita di Battisti…

Ma tornando a Calcutta, è necessario un elemento finale per completare la ricostruzione. Il video di “Oroscopo”, come si vede su Youtube, ha l’immagine di anteprima in cui la protagonista slinguazza un pesce. Un possibile riferimento al segno dei Pesci, e dunque (pensa un po’!) al mese di Marzo.

Questa suggestione dietrologica (di raffinatezza a livelli complottistici P.I.D.) dice un po’ tutto e niente, penserai.

È come quando leggi l’oroscopo. Pensi sia tutta fuffa. Però un po’ ci credi.


(L’articolo era finito, in realtà. Ma visto che sei ancora qua, ascolta anche questa che ok, è un po’ diversa, però però però…)

E questi?

13 commenti

    1. Beh è stata un tormentone, difficile non averla sentita almeno un milione di volte!
      Ora un po’ sento la responsabilità morale di avertela fatta conoscere… sorry 😉

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.