Olimpiadi di Rio: cosa abbiamo visto un anno fa

olimpiadi rio de janeiro

Un po’ mi manca il mega torneo sportivo dell’estate. Negli anni dispari non succede mai niente. Negli anni pari almeno c’è il calcio: bello tifare la Nazionale e sperare negli sconti del Carrefour. Ma nel 2016 tanta roba: abbiamo avuto gli Europei di calcio in Francia e le Olimpiadi di Rio De Janeiro. Nelle Olimpiadi brasiliane ne abbiamo viste tante, sarebbe un peccato dimenticarcele.

I pornotuffi

Innanzitutto abbiamo avuto i pornotuffi. L’ingenua televisione pubblica proponeva scene dalla potentissima carica erotica. I tuffatori erano star del porno, loro malgrado. Muscolosi, atletici, depilati, metrosessuali, si facevano la doccia coperti soltanto dalla striscia in sovraimpressione del punteggio, proprio lì sull’arnese. Era naturale immaginarseli completamente nudi. Ovviamente avevano il costumino, però la scritta sembrava censurarli con pubblico pudico (pubico) zelo. Maldestro il buoncostume si sostituiva al costume.

L’acqua verde

Mentre ci turbavano con le loro pornodocce, i tuffatori avevano ben altri pensieri. L’acqua delle piscine aveva un colore strano: da azzurra era diventata verde. Non si riusciva a capire la ragione. Filtri rotti? Batterî velenosi? Inquinamento? Dopo giorni di esami, ufficialmente è stato dichiarato che il motivo era il sovrautilizzo delle strutture. Troppe gare, troppi atleti, troppi tuffi, troppe docce forse.

L’acqua inquinata

L’acqua del mare di Rio De Janeiro, invece, era inquinata sul serio e gli atleti delle gare in acqua libera nuotavano nello schifo. Per la cronaca nemmeno a Torino l’acqua stava molto bene: ricordiamo tutti l’alga misteriosa che deturpava il Rio Po. Il famigerato “millefoglio acquatico” era una pianta che veniva, combinazione, dal Brasile.

La pioggia

Dalla televisione lo spettacolo della città di Rio De Janeiro era tutt’altro che brasileiro. Il luogo comune del sole veniva smentito: pioveva sempre, e questo ci può stare visto che ad agosto lì è inverno. Le favelas si vedevano in parte nel programma condotto da Andrea Lucchetta. Ma per il resto il colpo d’occhio consisteva esclusivamente in file distopiche di ecomostri edilizi a due metri dalla spiaggia svuotati dall’ultima catastrofe nucleare che ha azzerato l’umanità.

Le cicciottelle

Poca umanità per le italiane del tiro con l’arco, che venivano definite dal QS Quotidiano Sportivo il “trio delle cicciottelle”. Seguivano polemiche, con finale licenziamento del direttore Giuseppe Tassi da parte dell’editore.

divise italia seven fighters

Le divise delle Seven Fighters

Oltre alla discussione sul politically correct, non poteva mancare quella sul fashion. Le divise degli atleti italiani, disegnate da Armani, erano tali e quali alle divise delle Seven Fighters (cartone Mila e Shiro due cuori nella pallavolo, Bim Bum Bam). Che sia un plagio o una citazione, c’è da dire che Mila è una che vince sempre, ce la mette tutta, non si dopa, sopporta un allenatore idiota, mi sembra un esempio positivo.

I fenomeni

I buoni sentimenti, l’infanzia difficile e un faccione sorridente: ci siamo tutti emozionati con la storia della giovane invincibile ginnasta Simone Biles. L’uomo più veloce del mondo, Usain Bolt, continuava a vincere con la faccia tipo “non mi sono nemmeno impegnato”. Federica Pellegrini deludeva un po’ per gli scarsi risultati un po’ per la mancanza di nuovi gossip sulla storia d’amore con Filippo Magnini.

Il doping di Capodanno

Ma la storia triste è stata quella di Alex Schwazer trovato di nuovo positivo in un controllo antidoping. Il controllo era stato a sorpresa il primo gennaio. Il povero Schwazer magari il giorno prima aveva festeggiato Capodanno, e come ogni persona normale si era preso come minimo una bella trona. Complotto? Comunque sia, disporre un controllo a sorpresa il giorno di Capodanno mi sembra da persone un po’ sospette, probabilmente meschine, sicuramente senza una soddisfacente vita sociale.

Di me, di te, dell’anima

Il Mondiale/Europeo si segue da casa, le Olimpiadi si seguono dalle vacanze. Era l’anno scorso, Agosto, il mese più corto dell’anno. Io sono fatto per le storie collaterali, il mio amico Matteo Miglietta invece è specializzato in sport e propone l’abolizione delle Olimpiadi. Solo una provocazione?

Finale a sorpresa:

E questi?

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