Natale, e quale

Gli usi e costumi natalizi sono una babele che può essere suddivisa in alcune macro-dicotomie:

Panettone vs. Pandoro – a molti non piace il panettone perchè il loro palato non è abbastanza allenato a sopportare canditi ed uvette. Invece, il pandoro necessita di un commensale competente nel riempire di zucchero a velo la busta del pandoro e scuotere violentemente per coprire tutto il dolce di zucchero. I pandori finiscono subito, i panettoni restano mangiucchiati a metà per la ragione di cui sopra, e nel giro di una settimana sono ormai croccanti e immangiabili. I panettoni invenduti di solito si trovano a Pasqua al supermercato a 1 euro. A me va bene sia l’uno che l’altro, a patto che alla confezione sia allegata la bottiglia di limoncello.

Albero vs. Presepe – gli addobbi natalizi consentono alla fantasia di grandi e piccini di sbizzarrirsi. Il manuale del perfetto Natale prevede che albero o presepe si costruiscano il giorno dell’Immacolata e si smontino all’Epifania. L’albero è simbolo laico, il presepe è di ovvia ispirazione cattolica, ma sulla sommità di entrambi possiamo trovare una stella cometa. Si tratta di simboli celoduristi, più sono grossi ed illuminati meglio è. Variazione tristissima del presepe è il “presepe vivente”, ove ci sono veri umani al posto di Gesù Giuseppe e Maria. Quante volte da piccolo ho pensato: “ma non si annoiano a stare tutto il tempo lì fermi?” non più di chi li guarda.

Babbo Natale vs. Gesù Bambino – probabilmente sono gli ultimi a cui ancora si scrivono lettere vere, e non e-mail o sms o messaggi in bacheca. Quando i figli sono abbastanza cresciuti e hanno bevuto abbastanza Coca Cola bisogna dirgli che Babbo Natale non esiste, possibilmente prima che lo vengano a sapere loro dai compagni di classe. La questione è più sfumata per quanto riguarda Gesù Bambino, secondo i genitori cattolici tecnicamente può esistere, basta solo far capire ai bambini che da un certo punto in poi non arriverà più a portare i doni, e poi col tempo tutto verrà da sè. E’ consuetudine diffusa impiccare Babbi Natale ai balconi.

Tralascio altre questioni meno rilevanti, ad esempio se sia meglio scambiarsi doni il giorno di Natale o la sera della vigilia, o se sia eticamente giusto regalare denaro a figli e nipoti. Nei miei natali da bambino sono sempre stato educato alle usanze di minoranza, quindi senza molte possibilità di integrazione coi miei coetanei, ma acquisendo così una visione sufficientemente completa da poter scrivere questo autorevole post. Però sulle luminarie qui a Torino con uomini e donne che si prendono a testate, non saprei proprio che dire

E questi?

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