Morgan sta vivendo una crisi

morgan sta vivendo una crisi

Anche per quest’anno rinuncio al suicidio.

Niente male come proposito per l’anno nuovo, vero? Comunque era il 1997, e Morgan l’aveva espresso in “Ideaplatonica”, dall’album dei Bluvertigo “Metallo non Metallo”.

La notizia di Morgan che vende tutte le sue memorabilia perché dice di voler cambiar vita mi ha fatto l’effetto del tizio alla stazione che mi chiede una moneta perché accidenti gli manca un euro per il biglietto del treno ma in realtà sta vivendo una crisi causa eroina.

Morgan sta vivendo una crisi. Ma stavolta una vera, perché quando si svende tutto, compresi vestiti e strumenti eccetera, vuol dire che va male. Un esempio degli oggetti che ha messo all’asta è il disco “Paranoid” dei Black Sabbath di suo padre, citato nella canzone “Amore assurdo”. A quanto può essere venduto questo 45 giri il cui scarso valore, appena fa il suo ingresso in una meravigliosa canzone, diventa inestimabile? Chi sarà lo sciacallo che lo sporcherà di un prezzo?

Ieri sono stato sotto dove adesso c’è un enorme specchio e finalmente ho ritrovato il disco dei Black Sabbath, se lo guardi girare può ipnotizzare, etichetta a spirale diventa un cono che sale, tridimensionale…

E se la causa di tutta questa crisi poteva essere la dipendenza, come il tizio alla stazione del treno, invece si scopre che è molto di più. Pochi giorni dopo si viene a sapere che l’ex moglie Asia Argento reclama gli assegni in sospeso per il mantenimento della figlia avuta insieme, che Morgan non versa da anni. Gli avvocati di Asia hanno fatto pignorare il suo appartamento (proprio quello dell’album “Canzoni dell’appartamento”?). Nell’asta per le memorabilia, l’ex moglie si è assicurata il lotto che vale di più.

Si conclude così la sua decade di decadenza in cui ha fatto praticamente solo il personaggio televisivo. Morgan, è vero, ha il senso innato dello spettacolo, è il numero uno nel suo genere, questo è innegabile. Arriverà mai nella musica italiana chi riuscirà ad essere tanto artista e tanto attore insieme? Tenendo sempre presente che, come dice in “Sovrappensiero“…

Se per esempio io volessi deluderti nel fallimento sarei contento (in questo caso anche l’ironia è un sovrappensiero).

Arriva per tutti gli artisti, questo è sicuro, l’episodio che procura la delusione suprema al suo pubblico più esigente. È successo a Manuel Agnelli per aver partecipato a X-Factor. È successo ai Marlene Kuntz quando hanno suonato a Sanremo. È successo a Giovanni Lindo Ferretti quando ha esternato idee politiche impreviste. Eppure Morgan, nonostante sia passato anch’egli da tutti queste fasi, le ha attraversate indenne, mentre i suoi colleghi si sono presi valanghe di insulti dai loro fan. Perché?

Perché probabilmente il caso di Morgan sembra quello di un artista perfino al di sopra della propria arte. “Bisogna fare della propria vita una forma d’arte”, diceva Gabriele D’Annunzio, che però al protagonista del suo romanzo “Il Piacere”, Andrea Sperelli, faceva fare una fine ingloriosa, che combinazione corrisponde esattamente alla situazione di Morgan oggi (perdonate lo spoiler ma spero bene ve lo abbiano fatto leggere a scuola).

E allora forse il momento è arrivato, per l’artista, di scendere nel mondo reale, anzi popolare, in modo banale, con questa “svendita per fallimento”. Un po’ per scelta, un po’ per necessità, dopo una carriera in due tempi pieni di spettacolo, ecco la leggerezza a fine partita: autogol. Svanisce l’ideaplatonica di un artista superiore, che non deve chiedere mai, cui non è concesso essere individuo normale e mortale…

Quando inizia una crisi un po’ tutto è concesso quasi come a Carnevale.

…Sergio Carnevale è il paziente batterista che ha accompagnato Morgan nel periodo dei Bluvertigo e durante gran parte della sua carriera solista. Improvvisamente si collegano i pezzi e il vero significato di “La crisi” mi è chiaro. La crisi fa tornare l’artista una persona come me come te come tutti, e tutto in fondo gli è concesso, come a una persona normale, per esempio Sergio Carnevale. Apocrifa e sballata e sovrappensiero, è una rilettura che non mi leverò mai dalla testa – in questo caso anche l’ironia è un sovrappensiero.  

E questi?

Rispondi