Marmolada #25

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La rotonda continua a centrifugare macchine.

I pullman delle cinque di mattina hanno i freni che fischiano.

Le ambulanze deambulano dal Mauriziano fino a dove arriva l’effetto doppler.

Entropia. “Torino non sta mai ferma”. Disco labirintite.

Di notte non c’è modo di dormire un sonno reale, ma le rare volte che qualche scemoubriaco caccia un urlo dalla birreria Rosselli sorrido nel dormiveglia perché nonostante tutto anche qui arriva la speranza di vita.

La leggenda di piazza Marmolada che nessuno ha mai scritto non vale appunto la pena di essere scritta, ma di già che sto sveglio, ecco: c’era una volta un cervellotico sistema di semafori che governava l’incrocio. Non c’era modo di imbroccare onde verdi. Il 58 impiegava cinque/sei minuti per attraversare la piazza. Un bel giorno i semafori sono andati in tilt. Sono arrivati i Tecnici, ma nessuno ha mai capito quali circuiti fossero andati in corto. Io credo i semafori fossero deceduti per via degli sforzi estremi impiegati per ostacolare il traffico, ma vallo a spiegare ai Tecnici. Visto che era impossibile ripristinare il bizzarro complesso semaforico, i Tecnici hanno tagliato la testa al toro: “facciamo una rotonda!” E rotonda fu. Il cantiere, da quel giorno, è diventato eterno. I lavori in corso sono in corso, da sempre, per sempre. Chi parla della Salerno – Reggio Calabria evidentemente non sa di piazza Marmolada.

Sotto piazza Marmolada allora c’è il petrolio.

Sotto piazza Marmolada è sepolto il Graal.

Ho un po’ drammatizzato, certo! Ma posso fare di più. I paesaggi sono distopici. Il palazzo che ho di fronte sembra un carcere. Il grattacielo della banca cittadina sembra un inceneritore. L’inceneritore sembra un grattacielo.

Eppure a volte tutto ciò può cambiare in un attimo e invertire segno, basta un niente, un immotivato buonumore, un nuovo disco comprato (digipack, libretto coi testi, tutti i comfort), un messaggio di chi so io. Piazza Marmolada diventa chakra del cosmo e quegli alberi distillano clorofilla e quelle piastrelle colorate sanno di lungomare. Il vortice della rotonda del male diventa vertice del triangolo del Bene. Ecco anche per me, arriva la speranza di vita. E magari dormo pure, la speranza di sonno.

Invece ancora no. Un antifurto impazzisce. Un clacson, qualcuno ha parcheggiato in doppia fila. Un messaggio… mi ha risposto?

P.S. Ho detto distopici, visto che è un termine che non conosce nemmeno il correttore automatico di Office, figuriamoci voi 🙂 http://it.wikipedia.org/wiki/Distopia

E questi?

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