Li fanno ancora gli annuari?

Numeri romani da I a V, lettere latine da A a F, sigle anonime ma animate ognuna da un proprio karma, come i pullman ad esempio; ogni classe era un indirizzo, una camera, un lifestyle, un odore preciso, un immaginario o quello che vuoi tu.

L’annuario del liceo, in quegli anni, costava forse ottomila lire. Conteneva in un solo fascicolo un tesoretto di informazioni inestimabile, indirizzi e numeri di telefono, considerando che esistevano solo i numeri fissi, forse nemmeno i prefissi, quindi una chiave di accesso remotissima ed indiretta, bastava comporli un paio di volte per non scollarseli più dalla memoria. E gli indirizzi, in media né troppo distanti né troppo vicini, andavano bene per ricevere cartoline, fantasticare su case e interni e programmare incontri casuali.

Tutti avevamo vestiti e capelli appartenenti ad una moda ora improponibile. Tu che mi piacevi eri comunque bellina. Io un disastro. Ma a guardare gli altri, non è che fossero messi molto meglio.

Ora c’è facebook. Io e alcuni ex compagni siamo amici su facebook ma non abbiamo voglia di dirci niente. Alcuni chiedono l’amicizia giusto per la curiosità di vedere come cosa chi sei diventato ma tutto finisce lì. Se capita di incontrarsi per la città, uno chiede che fine ha fatto questo, l’altro dice che fine ha fatto quell’altro, c’è chi fa finta di guardare da un’altra parte e passa, c’è chi non si riconosce sul serio. Siamo invecchiati, chi più chi meglio.

Hanno ancora senso gli annuari? Li fanno ancora?

E le foto, non torneremo a riaprire tutte le scatole, fare un casino per tutta la stanza, sfogliare tutti gli album per vedere le foto delle grandi vacanze, e spiegazzando con le ginocchia le foto sparse sul pavimento darci un bacio?

Io le tue foto me le guardo da casa mia, sul computer, forse ancora prima di chiederti l’amicizia. Non diventiamo amici, almeno noi due, ti prego.

E questi?

6 commenti

  1. Io non ho una pagina Facebook, ma talvolta mi capita di andarci per guardare i profili delle persone che ho perso di vista, sia ex fidanzate che amici.
    A questo proposito, ti dirò che mi ferisce particolarmente quando guardo le loro foto e mi accorgo che non solo non conosco le persone con cui la mia ex o il mio amico si sono fatti fotografare, ma neanche quelle che cliccano “Mi piace”, nemmeno quelle che commentano… quando succede questo allora vuol dire che l’ intera vita sociale e affettiva di quella persona é diventata un mondo estraneo per te. Ti senti terribilmente escluso.
    Una sensazione simile l’ ho provata il mese scorso, quando ho guardato il profilo Facebook del mio storico compagno di banco del liceo. Ha postato delle foto di lui ad Oslo: pensavo ci fosse andato in vacanza, invece leggo i commenti e cosa scopro? Che ci sta facendo l’ Erasmus… soltanto pochi anni fa lui mi diceva anche cos’ aveva mangiato per colazione, e adesso anche una novità gigantesca come questa l’ ho scoperta per puro caso e per di più via Facebook…
    Altro lato negativo di Facebook: diminuisce gli argomenti di conversazione. In che senso? Cerco di spiegarlo.
    Prima di Facebook, quando cominciavi a conoscere una persona tu di essa conoscevi solo poche informazioni fondamentali (nome, cognome, età eccetera), e di conseguenza lei per te era un territorio inesplorato, un libro ancora da leggere, un mondo sconosciuto. Lo stesso valeva per l’ altra persona, e quindi avevate mille cose di cui poter parlare: film preferiti, libri, musica eccetera.
    Facebook ha ucciso tutto questo, perché adesso, quando 2 persone iniziano a conoscersi, questi dettagli li scoprono “scavando” nei rispettivi profili Facebook, non parlandone a voce. Così, quando queste due persone avviano una conversazione, non possono più tirar fuori delle domande per rompere il ghiaccio del tipo “che film ti piacciono” o “che musica ascolti”. E se anche le tirano fuori e cominciano a parlarne, l’ uno sa già cosa risponderà l’ altro, e quindi non c’é più l’ effetto sorpresa.
    Facebook ha eliminato quella che gli inglesi chiamano “small talk”, la conversazione su argomenti di poca importanza che serve a creare un’ atmosfera rilassata tra 2 persone. Sei d’ accordo?

    1. in generale fb aumenta la quantità e abbassa la qualità. diabolica è l’invenzione del “mi piace”. io cerco di usarlo con meno banalità possibile, secondo me un po’ di “small talk” va anche bene su fb, ma non sarebbe una brutta idea defenestrare dal web tutti quelli che si lamentano del tempo o dicono che si annoiano, per esempio

      1. Proprio il “Mi piace” é diventato un modo pressoché infallibile per capire chi sono i veri amici di una persona. Cerco di spiegarmi meglio.
        Poniamo che una persona abbia una quantità di amici superiore al centinaio. Di quella lista sterminata non puoi capire chi é davvero amico e chi invece é un conoscente qualsiasi che quella persona ha aggiunto tanto per fare numero.
        Per distinguere chi in quella lista é un “imbucato” e chi invece é amico per davvero ti viene in soccorso il “Mi piace.” Infatti l’ etichetta di Facebook impone la regola per cui, se una persona a te cara pubblica qualcosa, tu per educazione non la fai cadere nel vuoto, ma lasci un commento o (minimo sindacale) un “Mi piace.” Così, se vuoi capire quali sono i veri amici di una persona, basta vedere chi lascia più frequentemente un “Mi piace” e il gioco é fatto.
        Il “Mi piace” é diventato anche un modo per flirtare. Poniamo che un ragazzo e una ragazza si stiano avvicinando, ma il ragazzo é insicuro e non sa se farsi avanti o no: la ragazza, per fargli capire che ha la strada spianata, mette “Mi piace” a qualsiasi cosa lui pubblichi. E’ la versione digitale della strizzatina d’ occhio. Avevi fatto caso a queste dinamiche?

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