Lavoratori? Prrr #3 – Pizza connection

Terza parte di questa prescindibile rassegna dedicata ai lavori del tempo (anzi, frattempo) della gioventù. Vabbè e allora? Sarà bello il vostro, di blog!

Ebbene, ero quasi giovane, quasi carino e quasi disoccupato; arrotondavo lo zero portando pizze a domicilio.

Lavoravo a Nichelino, la pizzeria purtroppo stava subito al di là di un passaggio a livello: il problema era che se lo trovavo abbassato dovevo rassegnarmi ad aspettare un buon quarto d’ora, e le pizze sarebbero arrivate a destinazione calde come un’insalata di riso.

Ovviamente lo trovavo quasi sempre abbassato.

La prima consegna, nonostante mi sia avvalso del Tuttocittà, è andata male: mi sono perso. Quando ho visto il cartello “Carignano”, ho intuito di aver sbagliato tutto e sono velocemente tornato indietro, sballando tutta la serata alla pizzeria. Non so come mai mi abbiano tenuto, evidentemente non avevano nessuno per rimpiazzarmi. A parte questo episodio non ho mai avuto problemi di orientamento, e non nego di essermi discretamente divertito. A volte le mance erano consistenti. Altre volte succedeva che casualmente conoscevo quello a cui portavo la pizza. Altre volte il vecchietto di via Santa Maria mi offriva un bicchiere di Martini se non ero troppo di corsa.

Ovviamente non ero troppo di corsa…

Il bello di questo lavoro era che capitava di portare pizze a ragazze carine… e sole. Mi ricordo in particolare una gentil pulzella di un interno di via Giusti, tutta indaffarata a prepararsi per uscire, ma che mi aveva accolto con sorrisi e tanta cura. Bella come il sole, anzi come la luna. Improvvisai qualche battuta di simpatia del mio repertorio, ma ero troppo teneramente impacciato. Uscii dal condominio turbato e immerso nei miei vagheggi stilnovisti; invece di immaginarla in contesti di sesso estremo, pensai che presto avrei avuto occasione di portarle un’altra pizza, e chissà, avrei fatto un’osservazione simpatica sul film che stava guardando in tv, lei si sarebbe ricordata di me e mi avrebbe offerto un caffè e avrebbe pensato che non sono poi così male, e avrebbe ordinato più spesso la pizza anche per vedere me, e da cosa nasce cosa…

Ovviamente non la rividi più.

Ero comunque pronto a tutto. C’era un accampamento di rom poco lontano che ordinava le pizze, e io gliele portavo. Appena arrivato fra le baracche, frotte di bambini mi assalivano festosi e molto curiosi (mi entravano in macchina, facevano un po’ quello che volevano). Anche quando il totale veniva una ventina di euro, mi pagavano tutto in monete da 20 centesimi… non voglio sapere perchè. Una volta, oltre la pizza, mi hanno chiesto di portargli anche le sigarette. Ma scherziamo? Secondo voi dovrei pure andare all’automatico e comprarvi le sigarette?

Ovviamente sono andato all’automatico e gli ho portato le sigarette.

Ora quando ordino una pizza mi tornano sempre in mente i weekend passati alla pizzeria di Nichelino a fare consegne a domicilio, e il passaggio a livello, e il cartello Carignano, e la ragazza di via Giusti, e le sigarette dei rom. Ma qui non ci sono passaggi a livello, siamo in piena città, non sono una gentil pulzella e non fumo. Sono un cliente noioso e deludente e ovvio.

E questi?

4 commenti

  1. è chiaro che il titolo rimanda ad un film che non è quello del filmato youtube. ma il fil rouge potrebbe essere che la colonna sonora di santa maradona era appunto dei motel “connection”. ciò detto sono comunque sicuro che ci sareste arrivati da soli e un po’ mi spiace avervi spoilerato il ragionamento

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