L’arte di collezionare mosche

l'arte di collezionare mosche

“L’arte di collezionare mosche” è un libro scritto da un entomologo che si è trasferito su un’isola svedese per collezionare mosche. Immaginiamo quindi il ricercatore immerso in giornate quiete, solitarie e oziose, impiegate nella caccia a esemplari della specie dei sirfidi. Questo libro non è né un saggio né un romanzo: diciamo che è la sua collezione di pensieri pensati mentre colleziona mosche.

Caro Fredrik Sjöberg, chissà se nel tuo libro ci sono buone idee anche per chi colleziona, putacaso, dischi. O per chi colleziona figurine, francobolli, monete, lattine di birra, sottobicchieri, biglietti di concerti, bigliettini Baci Perugina, riviste, cocci colorati sulla spiaggia o qualsiasi altro tipo di collezione mi sia capitato di iniziare nella mia vita.

Sì, ci sono buone idee per me e per quelli come me. Tralascio per ora l’entomologia, perché sono più coinvolto nel sentimento del collezionismo. Innanzitutto il collezionista è maschio (e così anche l’entomologo), chissà se un giorno ne sarà data una spiegazione scientifica.

Sta di fatto che delle donne sole difficilmente troverebbero un terreno di caccia migliore di una compagnia di entomologi. Tipi originali, niente concorrenza. È solo un consiglio.

Requisito centrale è l’isola. Più che luogo fisico, la prendo per uno stato mentale. Solo su un’isola può fiorire una collezione, la quale è pura “bottonologia”, che è un termine originariamente coniato dallo scrittore August Strindberg intendendolo come insulto.

Bottonologia si chiama, la scienza del futile, un termine irriverente, ma corretto. L’uomo che amava le isole è essenzialmente, in quanto collezionista, un tipico bottonologo.

Ma collezionare ha anche a che fare con la pigrizia, con la depressione, con l’ansia. Grazie Sjöberg per tirare fuori ciò di cui bisogna conservare sempre consapevolezza. Grazie anche per dire altre grandi verità: per esempio che il viaggio è sopravvalutato. E che avere gente intorno che si interessa a quello che fai è spesso una bella seccatura.

Posso dedicare dunque la lettura di questo libro (in Italia edizioni Iperborea) alla mia collezione di dischi e al tempo e alle energie e al denaro e alle emozioni e alle delusioni e ai di checchessìa sprechi che mi ha richiesto negli anni.

Ma sarebbe maleducazione parlare solo di me e tacere il discorso con cui Fredrik Sjöberg, entomologo, collezionista e illustre bottonologo, mi ha intrappolato come una mosca nel suo retino. L’autore segue le orme di René Malaise, scienziato ed esploratore dalle rocambolesche avventure in tutto il mondo, studioso della storia di Atlantide, infine collezionista di opere d’arte, morto nel 1978.

Sjöberg, attratto da questa personalità curiosa e mai paga, lo insegue nei suoi libri, avventure interrotte, intuizioni incomprese, e collezioni per sempre incomplete, perché…

una collezione completa è la più triste di tutte le collezioni.

E questi?

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