Lamentazioni

lamentazioni

Da mesi, nella piazza dove vivo, c’è una bella stazione del Tobike che non è mai entrata in funzione.

Nel frattempo hanno avuto modo di costruire una concessionaria della Ferrari e di aprirla.

Con questo non voglio aprire lamentazioni sulla lentezza e farraginosità del pubblico in confronto alla velocità ed efficienza del privato.

Con questo non voglio dire: ecco,

Davvero non mi interessa. Si tratta di quelle cose che poi salta fuori qualcuno che vuole fare della politica. Questa è Borgata Polo Nord ma siamo pur sempre in Italia. Sessanta milioni di sindaci. Sessanta milioni di allenatori della Nazionale. Sessanta milioni di social media manager.

Io sono di quelli che amano parlare del tempo. Parlerei per ore del tempo, ma qualcosa subito mi blocca. Il tempo è il classico argomento utilizzato da chi non ha nulla da dirsi ma è forzato dalle circostanze a tenere una conversazione. E quindi penso: “il mio interlocutore sta parlando con me del tempo solo per non risultare scortese, in realtà vive questa conversazione come un impiccio”.

Mica come me che sono davvero convinto di quello che sto dicendo! Tutta la mia passione, la mia competenza, la mia arguzia, la mia esperienza sull’argomento del tempo diventa completamente sminuita. È un peccato soprattutto nei giorni molto piovosi, e Google solo sa quanto il maltempo aumenti gli accessi ai siti meteorologici.

Sessanta milioni di metereologi, ma solo per circostanza.

E quindi resto qui, seduto sulla mia web-panchina alluvionata, solo con le mie lamentazioni, continuamente attratto e contemporaneamente repulso dalle lamentazioni degli altri.

P.S.

G come Google + F come Facebook = GF come Grande Fratello.

E questi?

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