La strada

cormac mccarthy

“Noi portiamo il fuoco”. Mi rimane questa frase in testa da “La strada” di Cormac McCarthy.

Non so se si riferisse al fatto che l’uomo e il figlio avessero un accendino per accendere falò e riscaldarsi, riuscendo così a sopravvivere in un inverno che sembrava non aver fine, mentre sfiniti camminavano senza sosta cercando il sud, il mare.

Non so se portavano il fuoco come dire che erano vivi dentro, gli unici depositari davvero di un’anima mentre l’umanità era malata terminale, gli ultimi “buoni” contro tutti i “cattivi” dediti allo sciacallaggio dei resti del mondo che era appena morto. Prova una metafora, puoi metterci l’amore o la poesia o dio o quello che vuoi. Non dirmela neanche, non voglio saperla, che già “fuoco” dà l’idea e ci siamo intesi.

O forse il fuoco che portavano erano quei due colpi che gli rimanevano nella pistola. Però non può essere così banale.

Addirittura potrei interpretare il fuoco come l’era preistorica in cui il mondo sembrava essere regredito, ogni sorta di energia o combustibile era scomparsa dopo quella catastrofe atomica o guerra nucleare o qualsivoglia calamità globale che è chiaro essere accaduta ma su cui l’autore non dice nulla, dopotutto non serve saperlo e pazienza, ti rimarrà la curiosità per tutta la storia.

Non so. Ma noi, portiamo il fuoco?

Non so.

E questi?

16 commenti

  1. 2 anni fa trovai in libreria il volume “Tutti i racconti western” di Elmore Leonard. Fu una rivelazione: da allora cominciai ad informarmi sulla narrativa western (della quale McCarthy é uno degli ultimi autori viventi), e ad acquistare molti romanzi appartenenti a questo genere. Sono ancor oggi trovabilissimi su ebay a prezzi stracciati. Praticamente te li regalano, perché non hanno mercato. Per me, invece, non hanno prezzo.
    Se anche tu vuoi ampliare la tua conoscenza della narrativa western, ti consiglio di cercare in particolare i libri di:

    Clay Fisher
    Norman Fox
    Clair Huffaker
    Theodore V. Olsen
    Lewis B. Patten

    Spero che questo mio post ti dia degli ulteriori spunti per delle letture “non western”: http://wwayne.wordpress.com/2013/08/24/la-fine-di-un-altra-era/. : )

      1. L’ ideale punto di partenza sarebbe “Il crepuscolo dei Cheyenne” di Clay Fisher, oppure “Passaggio di notte” di Norman Fox. Sono entrambi dei romanzi di una bellezza unica, che ti restano dentro. Grazie per il follow (ricambiato) e per la risposta! : )

  2. ormai ogni estate leggo un libro di McCarthy, e questo è quello che ho letto quest’estate. Hai mai letto un libro più triste di questo? Io non penso. Però davvero bello, davvero davvero.

    1. A questo punto aprirei un dibattito: qual é il libro più triste che abbiate mai letto? Nel mio caso vince a mani basse “Gli agnelli del Signore” di Yasmina Khadra. E’ un bel libro però.

    2. Avevo capito la battuta, e l’ avevo anche apprezzata! : ) Sono anch’ io un grande fan di Steinbeck, e di lui ti straconsiglio “I pascoli del cielo.” E’ uno dei miei libri preferiti. L’ hai già letto?

    1. 1984 l’ho iniziato tre volte, e per tre volte mi sono fermato a pagina 13. Non è ancora arrivata la sua ora, forse l’estate prossima!

      @ Wwayne, nope, non ancora. Ho letto Furore perché sono malato di Springsteen, Uomini e Topi perché lo citano in Lost, e per lo stesso motivo dovrò leggere I Vagabondi del Dharma. Devo approfondire insomma.

  3. tra i classiconi mai letti io ho due titoli illustri:
    Addio alle armi e Guerra e Pace

    anche io, però, ho letto Fabio Volo e non lo trovo così penoso come dicono tutti, però io sono una femmina, bsata una storia d’ammore e incomprensione e ci hai già conquistate…

    evviva Plinio, comunque, che ancora legge dei libri degni di una recensione

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.