La fine del mondo (il giorno prima)

Mondo

“Non è poi la fine del mondo se non sei poi la fine del mondo” (Dente)

Questo è un racconto coniugato al futuro, ma non è fantascienza perchè accadrà di sicuro, e non è storia perchè non è ancora accaduto. Non è nemmeno fantastico perchè a dire il vero non è nulla di che.

Io e il mio amico P. passeremo la notte prima della fine del mondo a bere. Sì, perchè si festeggerà il mio compleanno: il 20-12/2012 (data doppia) compirò 33 anni (età cristologica). Ma P., di un anno più grande di me, non farà in tempo a compiere 34 anni perchè il suo compleanno cadrà il 22 dicembre, quando il mondo sarà già finito; ci presenteremo dunque all’apocalisse in stato di ebbrezza e casualmente coetanei.

Io e P. siamo amici da quando eravamo ragazzini, quando il Mondo era un pallone da prendere a calci. Perchè i palloni si chiamavano così? Che fosse un monito ecologista alle giovani generazioni affinchè riflettessero su quanto stiamo maltrattando il pianeta?

Ebbene, il giorno prima del 21 dicembre 2012 nessuno starà aspettando natale, nessuno starà aspettando capodanno, nessuno starà aspettando tanto meno i nostri compleanni (P. non me ne voglia ma sarà così). Nessuno avrà comprato regali, nessuno avrà organizzato cenoni o festoni rischiando tanta fatica per niente. Tutti staranno aspettando solo la fine del mondo: ci sarà o non ci sarà? E se ci sarà, cosa accadrà? Sarà una fine improvvisa ed indolore come un clic sull’interruttore per spegnere la luce? O sarà un tripudio di esplosioni, buchi neri, fuoco e fiamme, tuoni fulmini e saette e fragorose sinfonie apocalittiche che si concluderanno con un universale accordo di do maggiore? (il mondo finisce in do)

Ma io e P. sappiamo che non accadrà niente, come non accade mai niente quando arriva natale, capodanno o il nostro compleanno. Incontreremo amici e amiche, ancora una volta, quelli con cui abbiamo condiviso e consumato anni zero e anni X. Berremo la nostra vodka, ancora una vodka, in uno di quei locali che resteranno certamente aperti anche dopo che il mondo è finito. Forse l’atmosfera sarà diversa, un’allegria mista a malinconia tipica di un ultimo giorno di scuola o di vacanza, o prima di un trasloco… ma non certo prima di un giudizio universale. Le questioni all’ordine del giorno rimarranno le solite, il rock’n’roll, le ragazze, patenti ritirate e restituite, i cazzo di soldi, i giovani oggi, ai giovani d’oggi gli scatarriamo su. Piuttosto, chissà se www.ventuno12.com, luogo di condivisione creativa ispirato alla fine del mondo, cambierà identità e come.

Io e P. sappiamo che non accadrà niente, ma chi se ne frega, quando mai è accaduto qualcosa? Non è poi la fine del mondo se non sarà “la fine del mondo”.

E questi?

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