Irpinia country roads

Petrolio

(foto Arteteke) Oltre a trivellare l’aria con le pale eoliche, in Irpinia verrà trivellata anche la terra. Ho una particolare allergia alle trivellazioni, come quelle per la Tav in Valsusa, che per la cronaca finora sono finte. L’importante, qui, lì, ovunque, è che “a sarà düra”.

Comunità provvisorie

Certo, ho divorato i libri di Franco Arminio, ma il blog aveva un sapore ancora diverso. Chiude, purtroppo, quello che per me era “il paese” dei paesologi. Ci passavo ogni giorno. In verità ci passo anche adesso ogni giorno, a vedere se per caso mi ero sbagliato. Che magari tra un po’ di tempo mi ero sbagliato.

Capodanno

Con l’ultimo sole esco per una passeggiata. Il paese riposa, ma sempre con un occhio aperto. Si respira un senso di pace, il 31 dicembre ha un’aria di vigilia simile al 24 dicembre, ma meno schizofrenica. Una passeggiata è una passeggiata, non per forza deve avere un motivo, eppure ho sempre bisogno di una scusa per uscire di casa. Mi gioverebbe molto una passeggiata senza motivo, costituirebbe un atto di ribellione, ammutinamento, insubordinazione a me stesso. Alla fine mi invento un pretesto a stento credibile: andare a vedere se è ancora aperto un certo negozio, so benissimo che è chiuso da mesi.

Una volta constatato ciò che già sapevo, faccio un giro per il paese. Alcuni vecchi parlano in piazza, un botto all’improvviso mi suggerisce che da qualche altra parte ci sono anche le giovani generazioni e hanno fretta che le ore passino. Ogni piccolo rumore, ogni cane che abbaia, ogni porta che sbatte, immodestamente anche ogni passeggiata, è il protagonista indiscusso dei pochi secondi che riesce ad occupare.

Una cappella è aperta, entro ad accertarmi che anche qui non succeda niente. Il regno dei cieli è in silenzio, e proprio di questo avevo bisogno nel capodanno 2013 (intendo il silenzio, non il regno dei cieli). Sento voci da fuori e mi sento clandestino, non autorizzato ad ascoltare quella conversazione. Le voci si allontanano, perdo il senso del tempo, mi alzo ed esco con un nuovo atto di insubordinazione a me stesso. Più avanti risento le voci che poco prima ho rubato, l’accento è molto diverso dal mio: sono a Bisaccia, Irpinia, ma fino a questo punto il paese in questione poteva anche essere, per esempio, Giaglione, Valsusa.

Il sole è ormai basso e segna le ombre lunghe e nette delle colline. Rimangono illuminate solo le creste presidiate dalle pale eoliche, proprio sul finale il sole gioca un brutto tiro a me che volevo vedere il tramonto in un orizzonte libero dalle pale. Perché non ci ho pensato prima! Sarebbe stato un motivo perfetto per uscire di casa: l’ultimo tramonto dell’anno.

E questi?

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