Dischi 2011 bis

  

Inserisco last minute altri dischi dell’anno passato che era un peccato obliare.

“Lioness: hidden treasures” di Amy Winehouse non c’entra un belino con i cd sui miei scaffali (anzi figuratevi, sta tra “Tommy” degli Who e “Stagnola” dei Wolfango, almeno fino a quando non cambierò disposizione per la milionesima volta come il protagonista di Alta Fedeltà), ma non si può vivere di chitarroni e basta, e poi nel XXI secolo le rockstar vere sono esclusivamente donne. Certo è un album messo insieme con roba presa un po’ di qua un po’ di là, tutto fa brodo per sfruttarne la dipartita. Ma pensare ciò è il modo migliore per rovinarselo, infatti non me ne frega un xxxxx e lo ascolto sentendomi un po’ un mojito al Valentino in periodo pasquetta.

“El camino” dei Black Keys è una perla. Chitarroni rock blues e melodie ruffianissime come piace a me. Produzione di Danger Mouse (che poco prima aveva prodotto Rome già segnalato qui), se riordinassi i miei scaffali con criteri di genere lo appoggerei con piacere accanto a White Stripes e Queens Of The Stone Age. Tutti questi gruppi che iniziano con Black (anche Black Mountain, Black Angels, fino ai Black Crowes se vogliamo) hanno questa cifra stilistica comune che è il chitarrone tipicamente 70s dedito al riff più cazzuto possibile. Black Zeppelin, tanto per dire una cazzata.

“In circolo – dieci anni dopo” dei Perturbazione è una cartolina inviata dieci anni fa da pochi km da qui, arrivata piacevolmente inattesa. Oltre alla ristampa del loro super disco di debutto c’è un secondo cd in cui i rivolesi (rivolini? rivolediesi?) danno fondo ai loro archives raccogliendo una nutrita collezione di cover, lati B e anche C che per la maggior parte sono niente male. Che bello il libretto che ricorda il “making of” del disco, piccolo tuffo nel passato in un’epoca così vicina ma così lontana, che se gli scaffali fossero ordinati in ordine cronologico corrisponderebbe a quella degli ultimi dischi che davvero mi hanno cambiato le carte in tavola.

P.s. Non è che ho dei veri e propri “scaffali” (ho dei comuni vani girevoli che si trovano in qualunque Unieuro) ma mi piace dirlo per darmi un tono. Last but not least, finalmente torna alla ribalta Corvina con www.keepmehere.wordpress.com. Come uso dire, avercene!

E questi?

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