Cesare Cremonini per me è Roberto Baggio

cesare cremonini roberto baggio

Lo sai che uno come Cesare Cremonini non è mai andato a Sanremo? Controlla pure, sembra incredibile ma è così: mai in gara, nemmeno un’ospitata. Fammi un altro nome tra i cantanti “classici” del pop italiano che non sia mai andato a Sanremo. Non ti viene in mente? Tranquillo, pensaci, non ho fretta.

Comunque anche quest’anno il teatro Ariston dovrà fare a meno di canzoni come “Nessuno vuole essere Robin”, ballata che vincerebbe dieci festival di fila. È quella che “da sola vale il prezzo del disco”, che nel caso specifico si chiama “Possibili scenari” ed è uscito in quel black friday in cui è comparso anche il nuovo di Noel Gallagher (persino lui, sì, ospite a Sanremo ai tempi degli Oasis).

Tutti col numero 10 sulla schiena e poi sbagliamo i rigori 
Ti sei accorta anche tu che in questo mondo di eroi nessuno vuole essere Robin? 

Cesare Cremonini ha scritto la sua nuova “Marmellata #25”, questo è evidente, anche perché c’è di mezzo il calcio, come ai tempi di “da quando Baggio non gioca più non è più domenica”. Faccio 2+2 e la testa ritorna al famoso rigore sbagliato del Divin Codino, fuoriclasse che resta indimenticabile sia nel bene che nel male, come solo gli amori veri.

Adoro le canzoni di Cesare Cremonini da tempi non sospetti, cioè quando tutti pensavano che fosse uno sbruffone montato, un fenomeno commerciale, una meteora. Nel tempo è diventato nel pop italiano quello che potrebbe essere un Roberto Baggio, senza un ruolo preciso, giocate di talento, tecnica sopraffina, fiuto per il gol. Rapporto difficile con la Nazionale: improbabile la convocazione all’Ariston. Però grandi emozioni, beniamino dei tifosi e delle tifose, anche nelle prestazioni alterne. Volevo suffragare questo paragone con la copertina di Rolling Stone in cui indossa la maglietta del Bologna Calcio, sarebbe stato perfetto, l’ho cercata in edicola ma non l’ho trovata e allora mi accontenterò di una foto da internet.

cesare cremonini rolling stone

“Possibili scenari” è il suo sesto album di inediti (escluso quello coi Lunapop) e nella mia personale classifica sta in buona posizione. Solo “Maggese” e forse “La teoria dei colori” lo precedono. È un bel po’ che passano in radio “Poetica”, con quella batteria storta che non mi stanco mai di sentire perché non so prevederne i colpi. Anche quella è una canzone con un grosso potenziale sanremese. (A proposito, non so se hai trovato una risposta al mio quesito di prima, se ci siano altri big mai saliti sul palco di Sanremo. Dai, ne riparliamo dopo ok?)

Di “Kashmir-Kashmir”, prima ancora del tiro ballerino, c’è di bello la storia di un semplice ragazzo figlio di immigrati, in occidente, cui non importa nulla delle guerre di religione. Vuole soltanto divertirsi, vivere semplicemente la sua gioventù, come tutti i ragazzi intorno a lui. Un punto di vista che teoricamente è semplice, eppure nella canzone italiana è quasi inedito, soprattutto da parte di chi non ha una storia alla Ghali, per esempio.

Ti chiamano “mujaheddin”
Ma tu non hai nemmeno mai creduto nei santi!
La gente si spaventa quando è in metro con te
Più li guardi e più ti sembrano pazzi

Temo che nessuna edizione di Sanremo, che ha sempre la canzone addetta al “tema sociale” (spesso talmente retorica da avere l’effetto controproducente) avrà mai qualcosa di così leggero, agile, fico.

Romantico italiano, innamorato in crisi, ospite inatteso “Al tuo matrimonio”: in questo pezzo c’è tutto un personaggio che a Cremonini calza sempre a pennello, e si abbina un po’ anche col wedding. Puoi fingere di cantarlo, ti metti storto, sotto la linea di un finto microfono, con le mani dietro, e la boccaccia che dice “come staaaii” alla Liam Gallagher.

“Silent Hill” invece profuma di buoni vecchi Coldplay (alla “High Speed”, anzi “Yes”), che sono un’associazione mentale ricorrente soprattutto a causa delle botte di colore che contraddistinguono gli artwork degli album sia dell’uno che degli altri. Avevo scritto una mia teoria sui Coldplay che guarda caso è diventata anche una “Teoria dei colori”.

cremonini coldplay

Tra i possibili scenari c’è anche il ricordo di quello che è stato / quello-che-sarebbe-potuto-essere in un’estate su “La Isla” (la sua nuova “Sardegna”?). Potenzialmente, un normale ballabile da beach party al bagno Marinella di Marina di qualcosa. Come al solito Cremonini lo rende inutilizzabile a questo scopo, gettandoci dentro una buona dose di malinconia, che già di default* è compresa nel suo timbro vocale, per rendere adorabile una nostalgia di quelle in cui o ci si annega o ci si sguazza.

Sotto gli occhiali da sole chissà se guardavi verso me?
In quale lingua mi avrai detto il tuo nome? Vorrei poterti scrivere 
Come si fa se poi la vita che cerchiamo non ci basta 
Non ci pensare salta, è come dicono: 
La libertà è una conquista 
Questa follia non vedo l’ora che finisca 

È sempre un po’ così con Cremonini: sembra che tutte le storie finiscano con “e vissero per sempre infelici e contenti”. Cosa c’è di più indie di questo? Altro che Sanremo.

Alla fine sei riuscito a trovare un altro grande nome italiano che non sia mai stato a Sanremo? Non vale Ballo. Non vale Baggio (ospitata all’Ariston persino nel suo curriculum!). Cesare Cremonini all’Ariston rimane uno dei “possibili scenari” più remoti, chissà per quanto ancora. Forse però almeno una serata l’ha vista, perché questa strofa ha un non so quale “karma”…

Facciamo come fa il Giappone, ho avuto una visione

…Ma se mi impegno di più con l’immaginazione, ecco che mi appare il Divin Codino (idolo in Giappone) e la sua svolta spirituale, quando si è convertito al buddismo. L’identificazione è ormai completa. Cesare Cremonini per me è Roberto Baggio.


*Lo so, “di default” non si dice più, mi sembra di dire parole come “offside”.

E questi?

4 commenti

  1. A Giungo andrò a vederlo a Bologna allo Stadio. Dicono tutti che quando si esibisce nella sua città lo spettacolo merita. In realtà mi ci trascinano un gruppo di amiche super fan. Io sono scetica…non è molto il mio genere, Ti farò sapere! 🙂

    1. Vedi, allo stadio, come Roberto Baggio! Comunque l’avevo visto dal vivo anni fa. Quando sta da solo a piano è una bomba. Per il resto, un po’ troppe basi per il mio solito

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