Cancelleriaporn

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Carta. Le risme di carta 80 grammi stirata e affilata. Il soffice soffio dello sfogliarla, la sorpresa di un filo di sangue sul polpastrello.

Il tratto morbido della penna stilografica. Il sangue blu delle cartucce conficcate.

La purezza del cancellino nuovo, vergine, bianco panna.

Il profumo alcolico e inebriante del pennarello indelebile. Le inaddomesticabili punte degli evidenziatori.

I post-it variopinti di colori fluorescenti, il tempo le renderà pastello.

I pastelli ordinati in perfetta scala cromatica. Confezioni in alluminio per accudirli come biscotti della nonna.

I taccuini. Quanti meravigliosi, pelosi, irresistibili taccuini. Un peccato violarli.

Le agende. Il diario da compilare con nome e cognome e classe in numero romano. Lo specchietto del nuovo programma delle lezioni.

I quaderni monocromo a quadretti, a righe. Il mistero esclusivo delle righe di terza elementare. I quinterni, il margine da non oltrepassare.

La calligrafia delle donne.

La carta ruvida. Il senso del tatto sulla marca Fabriano in rilievo sui fogli F4.

Le matite alla massima lunghezza, temperate e appuntite come spine. Il temperino, il truciolo della matita sbucciato senza staccarsi mai.

Le gomme squadrate smussate agli spigoli. La cura peggiore del male, lo scartavetrare della parte blu lacera il foglio.

Gli elastici tondi dei portapenne come cinturoni di proiettili.

Lo scatto violento dei quaderni ad anelli.

La cartellina, una frusta come elastico.

La danza nobile del compasso, la corte dei suoi mille accessori. Il temperamine.

Le squadre, il goniometro, le righe da 50, 60, 70 cm, erezioni non contenute in cartella, brandite come spade.

La fodera colorata per il sussidiario. Adesivi eterni inesorabili irreversibili.

L’ordine effimero del primo giorno di scuola.

L’inchiostro verde della penna della mia compagna di banco. La zip del suo astuccio appena aperta.

Il bianchetto grossolano riparatore mi insegna la pazienza. Un soffio caldo per nascondere il segreto di una leggerezza.

La cartella con colori mai visti insieme, viola e amaranto, una nuova fantasia. Invicta Prime West Ruck, parole ignote che sanno di ignoto.

E questi?

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