Broadway

borgata polo nord broadway

“Piemontese falso e cortese”. Non è vero: qui in Borgata Polo Nord non siamo mica cortesi.

Il mio bar preferito non mette più i tavolini all’aperto, perché qualcuno del condominio ha iniziato a buttarci sopra secchiate d’acqua in pieno giorno. Il solito ignoto inoltre ha chiamato la gendarmeria per fare la multa alla buona Barbara, che ha pagato perché non ha il permesso per mettere tre tavolini all’aperto in una piazza completamente pedonale.

Mentre in centro ci sono i comitati anti-movida, al Polo Nord ci sono i cecchini anti-vida, i tipici cani sciolti che si occupano di terrorismo contro il buon senso, tipo vita tua -> mors mea.

Mi viene ancora in mente quella canzone: “Idioti, esperti di divieti, da qui non passeranno più nemmeno le comete. Inventano la ruota e voi inventate i chiodi, idioti”.

Io ho una mezza idea di chi sia l’idiota, perché ormai ho una mezza idea della fauna locale, e se faccio due più due mi viene un mezzo quattro, la mia aritmetica è un’opinione.

Da questo grossolano meccanismo potrebbero nascere le diffidenze, le maldicenze, le congetture, in scala più ampia le guerre. Sono un ingranaggio del sistema.

Barbara in orario di chiusura ci concede un tavolino fuori (è chiaro e condiviso l’intento di ripicca verso i troll dei balconi) ma serve a poco e mi chiedo se non le peggiori la situazione. Dopo uno spritz e un minimo di vita on air le nubi si diradano e l’ingranaggio del sistema non gira più. Ho una vita. Da qualche altra parte c’è sempre il sole.

La scritta “Borgata Polo Nord” che costeggia i parcheggi è in font Broadway. Il teatro polare e popolare di questo inutile angolo di Torino si svuota un poco ai primi di agosto, ma quelli che di nascosto covano astio e rancore sono sempre lì, al riparo dell’anonimato, degli ascensori, delle riunioni di condominio.

(Comunque è lui, sono sicuro.)

E questi?

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