Billy Corgan and the Infinite Tentativo

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Ovvero: Billy Corgan, come lo vedo io negli ultimi vent’anni. Un misto di simpatia, tenerezza, umana partecipazione mi legano ancora al suo faccione lunare e alla sua voce marziana. Più che un sentimento, è un sospiro, che ricorre ogni volta che i suoi Smashing Pumpkins si “riuniscono” con una formazione fac-simile a quella dei tempi d’oro, o che lui decide di pubblicare un album solista, o che torna a far parlare di sé per checchessia, foss’anche il suo complottismo sulle scie chimiche. Poiché ora gli Smashing Pumpkins tornano con un album e in autunno suoneranno in Italia, è il momento di tornare a sospirare, dunque, e dare una pacca sulla spalla al melodico melancolico Billy.

The Smashing Pumpkins, gli anni 90 in soldoni

Inizio in medias res, cioè non dalle origini degli Smashing Pumpkins, e nemmeno dalla fine, ma nel momento in cui il gruppo è all’apice, nella metà degli anni 90. Billy Corgan è l’ultimo grande profeta del grunge. Jimmy Chamberlin è batterista virtuoso modello di tutti i giovani che ascoltano rock ma che leggono anche riviste nerd sui batteristi virtuosi. James Iha è chitarrista giapponese saggio e corteggiato dai grandi nomi dell’alternative metal più zen e illuminato. D’Arcy Wretzky è femmina polacca e misteriosa che tocca le corde del basso, unica vera “maledetta” in un gruppo di rockstar maschie. Un quartetto di personaggi splendidamente assortito, ideale per un romanzo o la sceneggiatura di un film, micidiale per un target giovane alternativo unisex e che abbraccia tre diversi continenti. È questa la banda perfetta che registra Mellon Collie and the Infinite Sadness, album enorme anche perché doppio, capolavoro degli Smashing Pumpkins e tra le opere rock più belle degli anni 90 più belli.

Sì, lo so, adesso arriva il so-tutto-io che dice che il vero capolavoro è Siamese Dream. Poi ecco il purista che è rimasto a Gish e al ragionamento “ai tempi del primo album quando non li conosceva nessuno tranne me…”. Aspetta, sta arrivando anche il progressista che dice “sì, ma Adore quanto era maturo…”. Ok, alla fine arrivo io che pure devo ringraziare Machina per avermi fatto da colonna sonora in un periodaccio della vita. Ma non divaghiamo, il vertice della parabola della loro carriera è raggiunto con Mellon Collie and the Infinite Sadness, dopodiché inizia per Billy Corgan un periodo tormentato, in cui resterà centrifugato in un labirinto di rivoluzioni, ripensamenti, tentativi per ritornare ai fasti di un tempo.

Gli ultimi vent’anni di Billy Corgan in venti righe

Mentre stiamo ancora litigando sulla questione se il loro album perfetto sia quello doppio o quello siamese, nel 1998 gli Smashing Pumpkins tornano con nuove canzoni. A un disco perfetto deve seguirne uno piuccheperfetto, ma Jimmy Chamberlin strafatto viene escluso dalla registrazione di Adore. Viene riammesso per Machina/The Machines of God, ma poco dopo se ne va D’Arcy. Billy, spiazzato, vuole rimpiazzarla con un’altra bassista donna, e chiama miss Melissa bellissima, un bel gioco che dura poco. Gli Smashing Pumpkins, ahimé, si sciolgono.

E allora Billy per non lasciarsi inghiottire dalla melancolia forma un nuovo gruppo, gli Zwan, con formazione che teneramente porta in seno il rimpianto per il gruppo precedente: batterista ex Pumpkins, bassista donna, chitarrista etnico… Però l’avventura è deludente e allora giunge alla fatidica decisione: “faccio il disco solista”. Ma anche questo tentativo stenta. E allora si innamora dell’idea di riformare gli Smashing Pumpkins, cercando di avere la formazione più aderente possibile a quella del periodo d’oro. La sua band ideale rispetta sempre il solito template: se non D’Arcy, la bassista sarà comunque donna; se non Iha, il chitarrista sarà comunque giapu o di tratti chiaramente esotici. I risultati, però, anche stavolta non sono quelli sperati. 

È il momento di tornare sulla fatidica decisione: “faccio il disco solista”, di nuovo, ma: “stavolta non voglio più chiamarmi Billy Corgan, ma col mio vero nome, William Patrick Corgan”. Un nuovo punto di partenza, una nuova vita, ma nemmeno l’identità anagrafica funziona. E allora si lancia per l’ennesima volta all’inseguimento della formazione perfetta degli Smashing Pumpkins, e quasi ci riesce perché Iha cede alle sue lusinghe, Jimmy gli giura che ha smesso davvero con l’eroina, ma l’imprevedibile D’Arcy gli dà il due di picche.  

Oggi, una formazione che è quasi quella originaria. Vent’anni dopo è quasi riuscito nell’impresa, complimenti, ma gli è mancata la zampata decisiva. Il puzzle è ricomposto, ma manca un pezzo. Quanto può valere un puzzle cui manca un pezzo?

I prossimi vent’anni di Billy Corgan in venti righe

Una cosa è certa, però: lui non si arrenderà. Sfangata anche quest’ultima quasi reunion, cambierà di nuovo idea, formerà un altro gruppo, tornerà con un album solista trovandosi un nuovo nome ancora più identitario (codice fiscale? CRGWLP67C17… ecc), inseguirà D’Arcy, perderà di nuovo Iha, sopporterà Jimmy a singhiozzo, cercherà l’ennesima bassista donna, ritroverà uno mentre perde l’altro, nella sua maniera crepuscolare e confusionaria cercherà di riacchiappare la formazione perfetta degli Smashing Pumpkins.

Può essere domani, può essere tra altri vent’anni, ma di una cosa sono sicuro: ci riuscirà.

Costi quel che costi, Billy Corgan arriverà a riunire Jimmy Chamberlin, James Iha, D’Arcy Wretzky e se stesso in una stanzetta e registrare un disco con tutti e quattro insieme. Billy non è il tipo con cui organizzeresti le vacanze, certo, ma è un tipo caparbio, l’impegno per il wrestling gli ha insegnato che non bisogna mollare mai, che non è mai finita anche quando sembra di aver vinto o di aver perso. 

Purtroppo, però, anche con la formazione perfetta non riuscirà a replicare l’album perfetto, Mellon Collie and the Infinite Sadness. Eccezionale il tentativo, eccessiva la tentazione, il capolavoro resterà al di là della sua portata. Come spiegare? Dopo decenni di ricerche arriverà finalmente alla X della mappa dov’è sepolto il tesoro, scaverà e troverà e aprirà il forziere, ma troverà quintali di monete di nessun valore, che valevano miliardi di dollari negli anni 90, ma ormai sono fuori corso.

Gli resterà la melancolia, la tristezza infinita, il suo alter ego rimasto in una alter epoca. Billy Corgan ti voglio bene lo stesso.

E questi?

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