Bassiste bellissime

bassiste donne roberta sammarelli

“Bella e brava!” un complimento bello e bravo da fare a una donna, per lodare sia la sua bellezza che le sue capacità. Perché vuoi fare il progressista, mostrare che la ammiri per il suo valore, e l’aspetto è quasi un dettaglio. Ma è ovvio che nelle tue parole “bella” vale di più di “brava”, e così nel tuo pensiero e in quello di chi ti sta a sentire. Io non voglio certo fare il progressista: in questo articolo “bella” vale di più di “brava”. Se tutto ciò ti sembra volgare, puoi anche non continuare la lettura, per te Miss Italia finisce qui.

Ma vedo che la curiosità ti sopraffa e allora complimenti, per te Miss Italia continua. Risolviamo subito un busillis: perché le donne preferiscono il basso? Non dovrebbe essere lo strumento più “maschile” che ci sia, poiché ha il timbro più grave e – appunto – basso? Forse non è una questione di abbinamenti di elementi simili ma, viceversa, di dominio di un elemento di genere opposto.

Guarda caso, nella lingua italiana il basso è l’unico strumento rock di genere maschile. La band infatti è composta da strumenti femminili: la voce, la chitarra, la batteria, la tastiera… il basso è beato tra le donne. E per quanto riguarda i musicisti è il contrario, perché se c’è una musicista donna tra i beati che suona uno strumento, quello strumento è di solito il basso.

Tutte le bassiste sono bellissime. Ma alcune di più, e secondo me le 3 seguenti sono da mettere sul podio (+ 3 bonus meno famose). Ce ne sono altre mostruosamente illustri che non menziono, lo so, ma non sono mica un’enciclopedia. Non è un elenco meritocratico. Se no avrei titolato “bassiste bravissime”, che palle no?  

Roberta Sammarelli

Sono ormai vent’anni che l’adorabile Roberta Sammarelli dei Verdena esercita il suo fascino parzialmente involontario sul pubblico dei Verdena (tra cui mi annovero). Eppure la sua presenza, sul palco, non sembra rivolta al pubblico maschile che la adora di sera e la sogna di notte. Lei è lì per gestire i Verdena, un’impresa impossibile ai più, ma lei è l’unica a possedere il mistero ultimo, a esercitare le forze magnetiche che controllano le lune dei fratelli Alberto e Luca Ferrari.

Una sera all’Arena di Verona c’erano i Verdena ad aprire suonando qualche pezzo in un angolino del palco. Dopo un po’ ha iniziato Neil Young. A un certo punto, sulle gradinate vuote che stanno dietro il palco, vedo Roberta e Alberto, ex fidanzati, in qualche modo amici, per sempre compagni di avventura nella band. Seduti insieme, da soli, si scambiavano qualche parola. Discorsi tra ex? Ah, i discorsi tra ex! Mi domando come possano essere i discorsi tra ex, quando i due ex sono dei Verdena.

Melissa Auf Der Maur

L’estate della Maturità volgeva al termine, e in un pomeriggio piovoso passato in casa mi accorgevo che su MTV esistevano le Hole, il gruppo capitanato* da Courtney Love, fidanzata e presunta assassina di Kurt Cobain. Ma non è lei che mi interessava, anche se era in primo piano per il 99% del videoclip. Mi è bastato il restante 1% per cedere al fascino della bassista Melissa Auf Der Maur. Una tipa assai stimata da Billy Corgan, il quale l’avrebbe reclutata** per sostituire D’Arcy nei suoi tentativi per rinvigorire gli Smashing Pumpkins.

Melissa Auf Der Maur deve la sua carriera alle Hole, ok, ma se ci pensi bene la ricordiamo tutti come Melissa Auf Der Maur, e non come “la bassista di…”, come accade per la maggior parte. Che questo accada per meriti artistici o meriti estetici è difficile dirlo. O forse è semplicemente una questione di avanzamento di carriera, scatti di anzianità, sulle orme di personalità come Kim Deal o Kim Gordon.

Esperanza Spalding

Esperanza Spalding riesce ad essere una donna incredibilmente attraente nonostante un dente storto, i virtuosismi jazz (il virtuosismo è generalmente anti-sesso), e una “lunga e gravosa malattia” che le tormenta l’infanzia. Ma che tipo di malattia? Sull’internet non si trovano informazioni, soltanto la locuzione “lunga e gravosa malattia” che rimbalza su tutti i siti, e viene copiaincollata ovunque in maniera seriale.

Ho sul mobiletto un paio di album, e una volta sono andato a vederla in concerto. Anche perché la sua musica mi piace molto, e questo è provato dal fatto che me ne sono innamorato per la prima volta ascoltandola in radio. Solo in seguito ho scoperto che lei è… così.

Premio Indie – Jenny Lee Lindberg (Warpaint)

Visto che è un peccato lasciare fuori altre bassiste meritevoli ma meno blasonate, istituisco dei premi speciali. Anche perché volevo per forza mettere in mezzo le Warpaint, gruppo per cui accuso un debole particolare. Per il loro secondo album ero completamente andato in fissa. Teoricamente la star è la cantante, Emily Kokal, essendo anche stata fidanzata di John Frusciante. Eppure impossibile non essere travolti dalla bassista Jenny Lee Lindberg, assolutamente incontrollabile nelle interviste. 

Premio Pop Porno – Alessandra Contini (Il Genio)

“Pop Porno” (2008) è stata una canzone di svolta, perché in quel preciso momento l’indie italiano ha iniziato a trasformarsi in itpop. Ma di questo parleremo un’altra volta, magari in un articolo “Quando è davvero iniziato l’itpop”, in cui ipotizzerò i momenti t=0 che hanno segnato la trasformazione della musichetta in musichina. Tutto ciò allora non importava ad Alessandra Contini, che nel duo Il Genio è cantante e bassista. “Cantare e suonare il basso contemporaneamente è difficile eh”: usa questa frase, caro musicista nerd, se vuoi essere rimbalzato in un nanosecondo da una bassista bellissima.

Premio Instagram – quella dei Maneskin

Quella dei Maneskin si chiama Victoria, e ha davanti a sé un futuro luminoso come Instagram influencer. “Follow me now”, ricordi? Una canzone, un X-Factor, uno spot, una call to action. Lei è di origini danesi e infatti ha deciso il nome della band: “Maneskin” nella sua lingua significa “chiaro di luna”, e già solo questo segna una grande sconfitta per il rock. Ma è ancora molto giovane, ha tutto il tempo per peggiorare. Nota che in questa rassegna lei è l’unica bionda, altra ragione che fa domandare cosa c’entri in questo elenco. Semplicemente questo: è la dimostrazione che “la bassista” del gruppo è un topos che non muore mai. Altro che il rock. 

 

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Headbang

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La foto di copertina è di Luigi De Palma, l’ha scattata quando Roberta Sammarelli e i suoi Verdena sono venuti a suonare a Todays Festival 2015.


Pagina Note a pié di

* “Capitanato”: quanto è brutta questa parola? C’è uno che deve “capitanare” una band. Formiamo una band, la “capitani” tu o la “capitano” io? E se la “capitanassimo” insieme? “Capitanandola” insieme non si capirebbe chi è il vero “capitanante”.

** “Reclutiamo” altri membri, abbiamo bisogno di altri musicisti “in forza” alla band che – come detto – stiamo “capitanando”. Dobbiamo sfondare, saremo una vera “macchina da guerra”!

E questi?

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