Autunno giallo

Come i cinesi. I semafori. Le foglie a settembre. La birra. Le strisce dei disabili. Giallo come il cartellino giallo.

Come la mia faccia di mattina, quella mattina che non ce la facevo più, ma volevo vedere il preciso attimo in cui il sole sorge. L’alba non è un tramonto al contrario, l’alba si consuma tutta nell’attesa, hai un’idea solo vaga di dove aspettarti che il sole spunti o a che ora lo farà o forse nemmeno riuscirai a scorgerlo tra le nuvole. Proprio mentre pensavo queste righe il primo spicchio di sole si è acceso sopra l’orizzonte, pian piano si è svelato tutto, rosso, grosso, per gli effetti della foschia. Poco dopo era giallo.

Giallo come Green dei REM. Yellow come il cane di Lucapizzolitto. I classici Mondadori o gli stile libero Einaudi. I delitti irrisolti.

La spia della riserva. Beh al primo distributore ci fermiamo no? Non ho molti soldi dietro, comunque non c’è bisogno. Sei proprio sicuro che riusciamo ad arrivare? Tranquilla, la conosco questa macchina…

Ma non so se ho conosciuto te. Quando ti sei tagliata i capelli e te li sei fatti gialli, non biondi, gialli, che con la ricrescita mi piacevi pure di più, ricordami che anno era, chi ti facevi, che roba ascoltavi, dov’eri andata in vacanza, vivevi ancora coi tuoi o forse no. Era l’ennesima volta che ripartivi da un altro punto zero, che cambiavi, che d’ora in poi facevi quello che ti pareva e io cercavo di starti dietro anche se eri sempre avanti, e quando ti ho raggiunto è stato solo per un’alba e poi sei volata ancora più veloce, e io più lento, irrisolto, in riserva.

La carta vecchia. La frutta acerba. I cartellini delle offerte al supermercato. Le monetine. I neon. Le bollette dell’Eni.

Ultimamente ti dico sempre che sono preso giallo e mi chiedi cosa intendo, più di così non so spiegare.

autunno giallo

E questi?

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