Aliano, nomi

aliano

(foto Claudia Giannotta)

La luna e i calanchi.

Aliano, alieno è il paesaggio, o alieno è il mio passaggio, senti come sbatte incerta la mia lingua nel pronunciare la parola calanchi, è la prima volta che li vedo, è la prima volta che sono sulla luna.

Panevino.

Infantino.

Cristo. Si è fermato. A Eboli. Ora davvero l’ho iniziato quel libro col titolo perfetto. Cristo: solo dirlo è già invocarlo, con tutti i miracoli e la croce e la passione. Si è fermato: l’onnipotente che si è arreso. A Eboli: cosa dove come sarà questo luogo che inizia con una E, dal suono sdrucciolo vagamente orientale? Ma il racconto di Carlo Levi è altro. L’inizio coincide con il mio, “sono arrivato a Gagliano un pomeriggio di agosto, portato in una piccola automobile sgangherata…” e il resto è tornare ad Aliano una seconda volta, ma prima della prima volta.

Nazim, Eitan.

Cartoline dai morti.

Cerimonie dei sensi.

E i nomi dei bar. A proposito, fagliela anche tu la domanda inopportuna, “perché hai chiamato il bar 666?” lui forse risponderà vagamente ma si capirà tutto quello che c’è da capire. La sua luna è mannara, sottile lama, ma è la stessa che guardi tu, questione di punti di vista, e il diavolo si è fermato ad Aliano. Un altro bar si chiamava “Capriccio”, nome lezioso che non rendeva giustizia all’ambiente rilassato e alla bella serata in cui ho infilato la chitarra nelle pizziche degli amici salentini. “Il brillo parlante” era un ottimo nome, perfetto per un bar sarebbe stato anche Panevino, la piazza dove ho passato più ore che nel saccoapelo.

Nuttru = zarsa.

‘mpagno!

La casa con gli occhi. Luoghi e volti si confondono, una settimana dopo il ritorno da Aliano, in questo parziale ricordo di certi nomi, parole, significanti a volte insignificanti, ma evocativi di suoni, visioni e altre esche per i cinque sensi. Leggerli, poi sentirli, poi dirli, mi mancava scriverli, anche senza una storia dietro, di seguito, come fossero semplicemente le foto di un album.

Petra.

Rocco.

Craco, Pisticci, Gorgoglione.

Maira, unico nome geograficamente un po’ vicino a me, ha scritto davvero qual è stato l’impasto di Aliano.

Wow.

Royalities. Non sono poi riuscito a salutarli gli amici di quel pranzo, parlavamo di petrolio, bruciavamo, noi sì energia pulita, l’unica possibile.

E alla fine, bruciare metano. Partire poco dopo l’alba per arrivare poco dopo Alba, con lo sfavore delle tenebre. Mille ore-luce tutte in apnea, non serviva l’Apollo13 per andare sulla luna, è bastata la mia Panda. Luna Aliano – Terra Torino, è proprio ora che manca l’aria.

E questi?

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