Afterhours… Padania?

Dopo il “Roma capitale sei ripugnante non ti sopporto più” del Teatro degli Orrori, gli Afterhours stanno per uscire con un disco che si chiama “Padania”; continua dunque la saga rock sulla Lega Nord, chissà perchè e soprattutto non oso pensare chi sarà il prossimo.

Il tema del testo del singolo “La tempesta è in arrivo” è analogo al “Veramente vivo in tempi bui” dei Ministri di qualche anno fa, quindi la crisi e la percezione di venti di cambiamento poco rassicuranti. E’ pieno stile Manuel Agnelli, se vogliamo la versione “in negativo” della canzone di Sanremo “Il paese è reale”. Ma in tempi di questione No Tav e relativi soprusi operati dallo Stato, acquista un particolare significato la strofa “La tua terra perfetta / che non sai abitare / verrà umiliata e distrutta / sarai obbligato a lottare / non puoi più decidere come sarai”.

Per il resto, chitarroni a sbrodolare (con assolo 90s in stile “Germi”!), acutaccio nel bridge e impronta decisamente post grunge. Avverto un vago retrogusto “Zombie” dei Cranberries. Come si usa dire al milionesimo album di ogni gruppo, “sono tornati alle radici”, sentenza che fa tirare il fiato ai fan più intransigenti, che comunque avevano deciso il loro giudizio già prima di ascoltare i pezzi (e forse anch’io). Ma se al precedente “I milanesi ammazzano il sabato” – anche questo titolo di sapore padano, e abbastanza brutto – mi ero approcciato con grande tormento e dubbio cartesiano, per “Padania” tornerò agli antichi entusiasmi: è tornato nel gruppo il figliol prodigo Xabier Iriondo Gemmi, chitarrista dei tempi d’oro, che già ho rivisto all’opera in concerto pochi mesi fa con i suoi strumenti bizzarri. Comincio dunque a sgozzare il vitello grasso, e anche se faccio tanto il sostenuto già so che ascolterò mille volte pure questo… uhm… “Padania”??!?!?!!

E questi?

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