Aboliranno i cd

aboliranno i cd

Aboliranno i cd. Li metteranno fuorilegge.

Si potrà ascoltare la musica solo in streaming o comprata sulle piattaforme digitali autorizzate dal governo digitale. Come le stories dei social network, le canzoni spariranno dal nostro dispositivo dopo 24 ore.

Si potranno ancora possedere dischi in vinile come oggetto di arredamento, ma non potranno essere ascoltati, né potrà tenersi in casa un giradischi atto alla riproduzione di essi.

I negozi di dischi verranno chiusi, basteranno un paio di giorni a porre i sigilli ai pochi rimasti. Rimossi anche gli scaffali nei centri commerciali, e ovviamente i cestoni degli autogrill. Il materiale sequestrato sarà mandato al macero. Non tutto, forse: una parte finirà in mano a ricettatori con contatti nella polizia digitale.

Arriveranno a casa nostra e sequestreranno tutti i cd originali. Ci arresteranno. Anni di reclusione per l’acquisto di cd posteriori al 2027.

Oppure no: mercato nero. Traffico illegale. Sarà l’unico non gestito dalla criminalità organizzata, perché è roba che non interessa ai giovani, che non interessa a quasi nessuno.

I cd saranno equiparati alle droghe leggere (a loro volta equiparate alle droghe pesanti). Spacciatori di cd stupefacenti riforniranno i pochi dipendenti di mezza età che si sono rifiutati di disintossicarsi.

Ci faremo spedire i cd dall’Olanda, infilati nelle scatole da scarpe che i nostri amici ci spediranno a un indirizzo al di sopra di ogni sospetto.

Non sapremo dove nascondere i cd, centinaia di cd, affascinanti cd, che si accumulano diventando sempre più ingombranti, rischiosi, impossibili da occultare nonostante i nostri sforzi ridicoli.

Impareremo a riparare manualmente i lettori funzionanti a singhiozzo, oppure pagheremo migliaia di euro prodotti nuovi provenienti dalle fabbriche cinesi, che arriveranno dopo mesi, trasportati da contrabbandieri in fuga dalle dogane.

L’ascolto sarà di nascosto, con le cuffie, per non destare sospetti nei vicini di casa. Ci faremo di cd. Spariremo dal mondo per un’ora di dose giornaliera. Nemmeno le nostre fidanzate sapranno dove consumiamo l’ascolto di quei maledetti cd.

La casa in campagna. Il posto di blocco. I controlli. Quattro digipack infilati nelle coppe delle ruote. Sospiro di sollievo. Si va.

L’estasi all’apertura della confezione, del booklet, di una bottiglia di vino. L’euforia per un’estasi promessa. Il blu neon del display acceso, che conta le tracce e i minuti. Il pulsante Eject per aprire lo sportellino, che frigge uscendo dall’apparecchio.

Il senso del tatto, mentre guizza tra le dita la superficie rotonda, argentata, a specchio. Un riflesso arcobaleno basterà a tradirci.

E questi?

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